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20 novembre 2017

Le meraviglie dell’arte europea e americana del XX secolo al Guggenheim di Venezia

Le meraviglie dell’arte europea e americana del XX secolo al Guggenheim di Venezia

Immerso nel meraviglioso panorama veneziano, più precisamente nell’edificio incompiuto denominato Palazzo Venier dei Leoni, si trova il museo Peggy Guggenheim. La costruzione dell’edificio che ospita la collezione d’arte fu iniziata nel 1748 senza giungere a compimento e il palazzo venne acquistato alla fine del 1948 dalla celebre collezionista, che usufruì di questo spazio come propria dimora personale e come luogo di preziosa accoglienza delle opere raccolte duranti i suoi tanti viaggi per il mondo.

L’apertura ufficiale al pubblico è datata 1951 e attualmente si arrivano a contare oltre 300 opere, entrando poi a far parte della collezione anche lavori provenienti da Africa, Oceania e altri paesi orientali.

La fama del museo e quindi il rimarchevole ruolo che copre oggi è dovuto a colei che si occupò della raccolta delle opere nel corso degli anni.

Marguerite Guggenheim, meglio conosciuta come Peggy (New York 1898 – Camposampiero 1979) era una collezionista d’arte statunitense, nipote di Solomon R. Guggenheim, proprietario dell’omonimo museo nella Grande Mela. La famiglia, ebrea e proveniente dalla Svizzera, aveva un ruolo molto importante nella società del tempo in quanto riuscì a costruirsi un grande successo in campo industriale nell’estrazione dell’acciaio, del rame e dell’argento.

Brancusi, Uccello nello spazio, 1932-1940, ottone lucidato

Appena maggiorenne, nel 1919, ricevette una piccola parte dell’eredità paterna e successivamente si avventurò in un lungo viaggio che ebbe come meta le cascate del Niagara e successivamente la frontiera messicana, fino a quando riuscì ad inserirsi nel mondo delle Avanguardie grazie al lavoro che ottenne presso la libreria newyorkese Sunswine Turn, porta d’accesso per il mondo artistico ed intellettuale dell’epoca. Partecipando a vari salotti e circoli ebbe anche modo di conoscere Laurence Vail, pittore del movimento dadaista, che nel 1922 divenne suo marito.

Georges Braque, Il clarinetto, 1912, olio con sabbia su tela ovale

La svolta nella sua vita fu causata dal trasferimento a Parigi, che fu per lei l’occasione di entrare in contatto con artisti dell’avanguardia europea tra cui emigrati statunitensi: Marcel Duchamp, Constantin Brancusi e Man Ray, per cui posa da modella.

Nel 1928, dopo il divorzio dal marito, Peggy viaggiò con i suoi due figli per il continente, fermandosi spesso a Parigi, fino a quando decise di far definitivo ritorno a Londra. Quì, nel gennaio del 1938 insieme a Jean Cocteau inaugurò la galleria Guggenheim Jeune, e tale iniziativa fece crescere e definire il personaggio di Peggy Guggenheim come grandissima sostenitrice dell’Avanguardia europea. In questa galleria esposero personaggi del calibro di Yves Tanguy e Vasilij Kandinskij, ma anche Henry Moore, Antoine Pevsner, Jean Arp, Pablo Picasso, Georges Braque, Max Ernst e molti altri.

Edmondo Bacci, Tancredi Parmeggiani e Peggy Guggenheim al Palazzo Venier dei Leoni

Nel 1939 la svolta: Peggy decise di andar oltre il semplice collezionismo privato e di aprire le porte della sua collezione di Londra al pubblico, istituzionalizzandolo come museo vero e proprio e, nonostante le difficoltà dovute alla Seconda Guerra Mondiale, riuscì ad acquistare interessanti opere di Piet Mondrian, Francis Picabia, Fernand Lèger, Salvador Dalì e Georges Braque.

Nel 1941 Peggy si sposò con Max Ernst, pittore surrealista, e decise di tornare nella Grande Mela dove inaugurò la galleria Art of this Century, luogo che fu ad esempio di enorme importanza e definì il futuro di Jackson Pollock, all’epoca ancora sconosciuto, che grazie a lei riuscì ad entrare in contatto con il Surrealismo.

Magritte, l’impero della luce, 1953-54, olio su tela

Al termine della guerra e a seguito del divorzio da Max Ernst nel 1943, fece ritorno a Venezia, dove la sua collezione venne inserita nella Biennale del 1948.

La collezione definitiva prende forma poco tempo dopo, quando Peggy decise di acquistare il già citato Palazzo Venier dei Leoni, e nel 1949 apre al pubblico la Collezione Peggy Guggenheim.

Poco prima della sua morte, la collezionista decise si donare la sua intera collezione alla fondazione Solomon Guggenheim.

Il museo è costituito da una struttura a ferro di cavallo attorno all’ampio spazio centrale del giardino di sculture Nasher, che espone opere della collezione Peggy Guggenheim, della fondazione Solomon Guggenheim e prestiti a lungo termine provenienti da gallerie, collezioni e artisti privati, ma soprattutto dal Nasher Sculpture Center.

Joan Mirò, Donna seduta II, 1939, olio su tela

In questo giardino centrale sono presenti sculture di Jean Arp, Alexander Calder, Raymond Duchamp-Villon, Alberto Giacometti, Dan Graham, Bryan Hunt, Marino Marini, Mimmo Paladino e molti altri artisti di notevole imporanza.

La parte di edificio vicino al Canal Grande è ricca di opere appartenenti alla collezione originale, mentre ai lati si trovano quelle della Collezione Mattioli. La prima è data da opere di proprietà di Peggy e da aggiunte donate alla fondazione Solomon Guggenheim, come: Il Poeta di Picasso, Il clarinetto di Braque, Giovane triste in treno di Duchamp, Uomini in città di Lèger, Uccello nello spazio di Brancusi, La torre rossa di de Chirico, opere di Mondrian, Kandinskij, Donna seduta II di Mirò, L’impero della luce di Magritte, Alchimia di Pollock. Per quanto concerne la seconda tipologia di collezione, essa è composta da ventisei dipinti, ed è qui presente, in qualità di prestito a lungo termine, accanto ad opere appartenenti al Futurismo italiano, come Manifestazione interventista di Carrà, lavori del primo Morandi, un ritratto di Modigliani.

Pablo Picasso, La Baignade, 1937

Da segnalare, inoltre, la mostra temporanea dedicata a Pablo Picasso intitolata Picasso. Sulla spiaggia aperta fino al 7 gennaio 2018 a cura di Luca Massimo Barbero che, negli spazi delle Project Rooms, unisce tre dipinti, dieci disegni e una scultura, mai stati esposti insieme prima, per sottolineare il rilevante ruolo del Mediterraneo nella vita e nel lavoro di Pablo Picasso. Grazie alla riuscita collaborazione con il Musée Picasso di Parigi, la mostra sviluppa questo studio partendo da Sulla Spiaggia (La Baignade), sensazionale opera che oggi appartiene al museo veneziano.

Il museo è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18 e con il medesimo biglietto è possibile accedere a tutta la collezione permanente e alla temporanea di Pablo Picasso.


fonti:

biografieonline

settemuse

Guggenheim

pinterest

2 comments

  • Gentile Ilaria,

    Grazie del bel pezzo sulla Collezione Peggy Guggenheim. le devo segnalare che il Boccioni da lei menzionato e Russolo non sono più parte della collezione, poichè appartenenti alla Collezione Mattioli. Se potesse correggere gliene sarei grata.

    Un cordiale saluto.
    Maria Rita Cerilli

    Ufficio stampa Collezione Peggy Guggenheim

    Reply
    • Buongiorno,
      la ringrazio per aver letto l’articolo e per la segnalazione. Ho provveduto a correggere la svista il prima possibile.

      Reply

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