La pubblicazione di un album è spesso un lungo e travagliato percorso, soprattutto quando per una band è arrivato il momento di cambiare rotta e rivedere le proprie scelte stilistiche.

È il 1993, il nuovo progetto discografico dei Nirvana sta prendendo forma e al trio di Seattle manca un tecnico del suono adatto all’impresa. La scelta cadrà su Steve Albini, produttore e chitarrista (Big Black, Rapeman) di stampo punk, noise e post-hardcore già conosciuto da tempo nella scena musicale di Chicago e in particolare da Kurt per il suo lavoro insieme ai Pixies (Surfer Rosa, 1988) . Ma perché Steve?

Nevermind è un successo planetario, spodesta Michael Jackson al vertice della Billboard 200, vende circa 300.000 copie a settimana nel corso del 1992, tutto il mondo veste camicie di flanella a quadri ma l’etichetta di “The new Beatles” non piace al trio e la decisione è unanime, adottare linee melodiche graffianti e acide per il nuovo album. I Nirvana si chiudono a riccio, voglio fuggire dal commerciale e per esaltare al meglio le nuovi composizioni serve un produttore all’altezza. Nel frattempo le voci di un coinvolgimento giungono ad Albini che nella prima puntata di Sonic Highways (serie di documentari prodotta da Dave Grohl nel 2014) racconterà: “Non avevo mai avuto reali contatti con la band, ricevetti solo delle telefonate notturne da un tizio ubriaco che parlava di produrre un disco, all’epoca non sapevo si trattasse proprio di Kurt”. Steve invia un fax alla band (pubblicato nel box set uscito per i 20 anni del disco) in cui chiarisce i suoi intenti: “pubblicare un album in pochi giorni, di grande qualità con una produzione minimale e senza interferenze dai piani alti”. Chiude e si firma con

“If a record take more than a week to make, somebody’s fucking up”.

È fatta.

Il disco viene registrato nei boschi del Minnesota ai Pachyderm Studios, lontano da tutto e tutti per non avere distrazioni di alcun tipo.

in utero

Se oggi acquistiamo una copia di In Utero leggiamo sul retro “Recorded by Steve Albinima ciò che ascoltiamo non è l’originale partorito dal lavoro col produttore di Chicago.

I Nirvana cedettero alle richieste della Geffen Records che reputò l’album non commerciabile. Il prodotto di Albini venne rimbalzato a Scott Litt e masterizzato da Bob Ludwig, già testato con Nevermind. Se amate i Nirvana e non eravate a conoscenza di questa storia vi invitiamo ad ascoltare il mix orginale di In Utero che si può facilmente trovare in rete e prestare particolare attenzione ai singoli All Apologies e Heart-shaped Box dove le differenze si fanno a nostro parere evidenti.

Per i fans che hanno buona conoscenza dell’inglese molti dettagli dell’accaduto vengono raccontati da Albini stesso in questa recente intervista.


Fonti:

  • Azerrad, Come as you are: the story of Nirvana, Doubleday, 1993.
  • Intervista a cura di Vish Khanna a Steve albini, 16 agosto 2013 (http://vishkhanna.com/2013/08/16/ep-24-steve-albini/).
  • Prato, Grunge is dead, Odoya, 2009.
  • Sonic Highways, Ep. 1 (Serie di 8 documentari diretta da Dave Grohl, 2014).