L’espressione violenza ostetrica viene utilizzata per descrivere tutta una serie di comportamenti abusanti messi in atto dal personale medico nei confronti delle donne durante il parto. Interventi medici inadeguati o non necessari, applicazione di cure senza informare la paziente delle effettive implicazioni o addirittura senza averne ottenuto il consenso, violenza verbale, mancanza di rispetto, assenza di un supporto sanitario adeguato durante il parto: questi sono solo alcuni degli atteggiamenti che possono rientrare nella definizione.

Come emerge da alcuni dati resi pubblici da una recente indagine, il fenomeno in Italia è estremamente diffuso. Mercoledì 20 settembre la Doxa ha presentato a Roma i risultati della ricerca “Le donne e il parto”, la prima a livello nazionale riguardante questa tematica, condotta su richiesta dell’Osservatorio della Violenza Ostetrica. I risultati sono allarmanti: il 21% delle mamme italiane con figli di età compresa tra gli 0 e i 14 anni dichiara di aver subito maltrattamenti fisici o verbali durante il primo parto; circa 1 milione di donne in totale.

In particolare, nella ricerca è citata l’episiotomia, un taglio chirurgico del perineo eseguito durante le fasi finali del parto per facilitare l’uscita del neonato. L’OMS la definisce una pratica “dannosa, salvo rari casi”, assolutamente non indispensabile, che può provocare problemi e sofferenze anche nei mesi successivi al parto. In Italia questa incisione viene praticata al 54% delle neomamme, e i ¾ delle partorienti dichiarano di non aver dato consenso informato per l’intervento.

Nonostante queste cifre agghiaccianti, le notizie peggiori devono ancora venire. Tra tutte le donne maltrattate (1 milione, ricordiamolo), il 6% è stato talmente segnato dall’esperienza del primo parto da essere dissuaso dall’affrontare ulteriori gravidanze. Si stima che questo porti alla mancata nascita di circa 20 mila bambini all’anno nel nostro paese.

Grazie anche all’azione di gruppi femministi in Italia è partita nel 2016 la campagna “Basta tacere”, che invitava le donne a denunciare gli eventuali maltrattamenti subìti durante il parto. A partire dallo stesso anno, è in cantiere una legge “Norme per la tutela dei diritti della partoriente e del neonato e per la promozione del parto fisiologico”, volta a raggiungere la tutela delle madri per permettere loro di vivere in serenità quello che dovrebbe essere uno dei momenti più intensi, belli e significativi della loro vita.

FONTI: www.ilpost.it,  www.doxa.it

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