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17 ottobre 2017

Incendi in Italia. Il bilancio: oltre 120 mila gli ettari di vegetazione andati in fumo

Incendi in Italia. Il bilancio: oltre 120 mila gli ettari di vegetazione andati in fumo

Un danno difficilmente irreparabile è quello provocato dall’ondata di incendi  che ha colpito l’Italia negli ultimi mesi e che ha travolto interi ettari di terreno e vegetazione. Secondo una prima stima sono oltre 337 mila gli ettari bruciati in Europa, di cui solo 120 mila in Italia.
Tantissimi gli incendi che sono divampati in tutto il territorio nazionale. Una vera e propria emergenza in molte regioni d’Italia. Al primo posto la Sicilia, dove si sono registrati disastri alla vegetazione non indifferenti, seguita da Puglia, Calabria, Campania e Lazio.

Secondo la Protezione Civile le cause degli incendi sono dovute in parte ai periodi di prolungata siccità e in parte alle alte temperature. Dopo l’estate del 2007, il 2017 è stato definito dagli esperti un anno “nero”. E non si possono escludere in molti casi ragioni di natura dolosa o colposaLa mano dell’uomo non risparmia nemmeno l’ambiente: molti dei roghi divampati sembrano essere stati appiccati volontariamente. Soltanto alcuni di questi sono stati alimentati dalle situazioni climatiche sfavorevoli. Quest’estate, infatti, l’afa ha raggiunto livelli altissimi.

Alcuni di questi incendi hanno colpito aree protette; altri focolai di natura dolosa sembrano frutto di ritorsioni contro le amministrazioni locali. Non si possono escludere ragioni legate a disattenzione, vandalismo, attività criminale e malattia mentale. I danni al patrimonio ambientale sono altissimi: oltre 2000 gli incendi negli ultimi 2 mesi.
Il Nucleo Informativo antincendio boschivo, organo preposto alla tutela del territorio nazionale, ormai da anni indaga sulla natura degli incendi. E da loro arriva la conferma che il più delle volte sono opera dell’uomo. Le proporzioni dei roghi dipendono, poi, dalla stagionalità e dalle condizioni climatiche di un territorio. Gli esperti del Nucleo hanno lavorato incessantemente per trovare responsabili e moventi. Essi, infatti, sono in grado di tracciare il punto di innesco di ogni incendio e le sue cause.
I responsabili possono scontare fino a 15 anni di carcere se si è causato un danno grave ed esteso all’ambiente, specie nel caso di aree protette. Il problema è che spesso c’è una forte discrepanza numerica tra il numero dei denunciati e il numero dei condannati.
Talvolta ad appiccare il fuoco sono gli agricoltori che si preoccupano di liberarsi di steppe e vegetazione non coltivabile. Due casi su tre i piromani perdono il controllo della situazione dando il via ad un domino infuocato difficile da domare anche per i Vigili del Fuoco e per la Protezione Civile.
Ma i casi sono tanti, il più delle volte molto differenziati. Rintracciare un’unica matrice è impossibile oltre che riduttivo.
La siccità e le alte temperature record hanno contribuito ad alimentare gli episodi.  I Vigili del Fuoco, la Protezione Civile e le Forze dell’Ordine hanno lavorato notte e giorno per tentare di spegnere le fiamme e limitare i danni al territorio e all’ambiente.

 

Dispiegati centinaia di elicotteri e mezzi antincendio delle Forze Armate per tentare di contrastare l’ondata di fuoco. Le forti raffiche di vento in certi punti hanno finito per alimentare le fiamme e propagare gli incendi.
La Sicilia è la zona più colpita. Soprattutto nel Catanese e nelle province di Ragusa e Siracusa. Fumo denso e aria irrespirabile anche nelle cittadine alle pendici del Vesuvio in Campania. Molte abitazioni sono state evacuate e moltissimi i danni sulla vegetazione e sul bestiame.

La situazione ha messo a dura prova il Nostro Paese. La Coldiretti si è già pronunciata e riferisce che ci vorranno almeno 15 anni per ricostruire i boschi bruciati con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo. I costi sono altissimi anche in termini economici. Ci vorranno circa 10 mila euro all’ettaro, una rovina per le tasche dell’intera collettività.

In molte zone, poi, sarà vietato coltivare, raccogliere la legna, frutti o funghi di stagione. Moltissimi i danni alle coltivazioni, ai fabbricati rurali e al bestiame. Incendi e danni triplicati rispetto agli ultimi 10 anni. Una situazione allarmante e che lascia davvero perplessi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonti: ilcorrieredellasera.it, tg24.sky.it e larepubblica.it

Credits foto: Immagine 1pinterest.it

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