Così come sono iniziate, sono finite le settimane della moda e, come ogni anno, hanno lasciato il segno garantendo a tutti gli appassionati sufficienti argomenti di conversazione (almeno fino all’uscita delle collezioni invernali).

Decisamente, tra le tante novità della primavera 2018, non è passata affatto inosservata l’insolita unione tra lo storico marchio spagnolo Balenciaga, dal 2015 capitanato dal georgiano Demna Gvasalia, ed il colosso degli zoccoli di gomma, Crocs.

La collaborazione ha dato vita ad una rivisitazione all’avanguardia della classica ciabatta di gomma. Infatti, Balenciaga ha dotato le molto amate ciabatte di un plateau da 10 cm che ha fatto si che la scarpa spiccasse a Parigi come sul web.

O le si ama, o le si odia. Anche questa volta il web è diviso tra chi non vede l’ora di comprarsele e chi non vede l’ora di dimenticarsele.

Eppure, non è la prima volta che Crocs, non certo rinomata per l’eleganza delle proprie calzature, esce dai ranghi della mera praticità in favore di un’alleanza con un nome importante e d’haute couture. Lo scorso anno lo scozzese Christopher Kane aveva già reinterpretato le Crocs a modo suo durante la settimana della moda di Londra.
E, prevedibilmente, nemmeno lui era stato immune allo sconcerto e all’ironia della folla.

Non è neppure la prima volta che gli atelier di Balenciaga producono qualcosa dal gusto opinabile. Risale solo all’Aprile di quest’anno la tanto chiacchierata borsa blu sospettosamente simile alla shopper Frakta, firmata da IKEA.

Importa davvero che il capi siano belli o brutti? e soprattutto, chi decide cosa è bello e cosa è brutto? L’essenza di un capo iconico, destinato ad essere ricordato per decenni, è mai radicata nella convenzionale, trita e ritrita, idea di bellezza ed eleganza?

Sono sempre l’innovazione e la ribellione verso la tradizione a catapultare un nome nell’albo degli intramontabili, mentre la sobrietà non è mai stata il cavallo di battaglia di alcuna casa di moda memorabile. Tutti gli stilisti che hanno contribuito a riformare il concetto stesso di moda sono, o sono stati, in qualche modo, enfants terribles.

D’altronde, conta ben poco che le opinioni siano o meno positive, purché se ne parli.

Quel che di interessante scaturisce dal dibattito sulle Crocs firmate Balenciaga è il labile confine che separa l’improponibile ed il rivoluzionario, e non è proprio questo il bello dell’alta moda?