Chiamato anche  “Wonderbra” per evidenti motivi, il push up venne creato nel 1961 dalla stilista canadese Louise Poirier. E’ bene ricordare che per push up si intende un reggiseno che esalta e sostiene il seno, le cui coppe al loro interno, hanno un’imbottitura.

Ma facciamo un salto indietro nel tempo.

Quando iniziò la Seconda Guerra Mondiale ci fu scarsità di molti prodotti tra cui dei tessuti. Fu allora che Israel Pilot decise ricreare un reggiseno dalle coppe innovative, fatte cioè di fasce diagonali e spalline a tracolla. Questo reggiseno venne accolto con gridi di giubilo dal pubblico femminile che grazie al reggiseno, fu finalmente libero da quell’armatura moderna chiamata anche corsetto. Fu sempre Israel Pilot a coniare il termine Wonder Bra nel 1935 e ad abbozzare quello che poi sarebbe diventato il reggiseno delle meraviglie.

Nel 1939 Moe Nadler fondò la compagnia Canadian Lady Corset che si occupò di sviluppare questa nuova concezione di reggiseno e di proporre sempre più nuovi modelli al pubblico di tutte le tasche. Nel 1950 Moe Nadler decise di viaggiare alla volta dell’ Europa per scovare nuove tendenze da portare in Canada. Fu in Francia che Moe si accorse di questa tendenza tutta al femminile di ridimensionare il proprio seno grazie ad una lieve imbottitura nelle coppe.

Tornato in patria, Nadler descrisse ciò che aveva visto a Louis Poirier che, raccolte tutte le idee, diede vita ad un nuovo reggiseno, più strutturato, imbottito e soprattutto femminile.

Infatti, oltre alla rivoluzione avvenuta a livello pratico e strutturale, è importante notare come il reggiseno delle meraviglie abbia stravolto il concetto di reggiseno: da essere un semplice strumento pratico di sostegno, il reggiseno inizia ad essere visto come un vero e proprio accessorio di importanza vitale per l’outfit di una donna. Iniziano quindi ad apparire nei negozi reggiseni di pizzo, colorati e di tutte le fantasie.

Il punto massimo di gloria del reggiseno push up si ebbe nel 1994 quando Eva Herzigova fu la protagonista della pubblicità che consacrò il capo ad icona.

La pubblicità in questione immortalava la giovane modella ceca con il famoso push up e la didascalia Hello Boys. La campagna ebbe un successo planetario e venne eletta a posteriori (nel 2011) pubblicità più efficace di sempre.

Oggi il push up è un capo presente nell’armadi di ogni donna, ed è un comprovato simbolo di femminilità e seduzione. 

Una grande innovazione riguarda il fatto che il push up viene indossato da donne di tutte le taglie e che tutte le marche offrono questa possibilità. Mentre infatti prima il push up -strano ma vero- veniva utilizzato da donne già di per se ben dotate, adesso il push up è utilizzato da tutte quelle donne a cui la natura ha scelto di dare altre virtù differenti dal seno grosso.

Il primo reggiseno push up per le donne con il seno piccolo venne brevettato da Yamamay e prese il nome di Yamamay Upper Bra. La partcolare innovazione dell’azienda di intimo fu inoltre quella di creare un reggiseno con la caratteristica principale di essere senza ferretto e allo stesso tempo con funzione push up.

Infine, fu proprio il brand Yamamay nel 2010 a costruire l’intera campagna pubblicitaria del pushup con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul cancro al seno. Vennero scelte sette donne appartenenti a diverse sfere di influenza: Elenoire Casalegno (conduttrice), Jeanene Fox (attrice), Carmen Turlea (pallavolista), Marianne Puglia (modella), Alessandra Cattini (consulente di moda), Barbara Faggioli (showgirl) e Margherita Pecchioli (studentessa). Presentato a Milano, il pushup ha fatto si che Yamamay potesse donare un’ingente somma alla Fondazione di Umberto Veronesi che si è poi impegnata a donare una borsa di studio ad un giovane ricercatore negli studi del cancro al seno.