Una cascata di capelli rosso fuoco, bocca carnosa e occhi azzurri come un cielo limpido. Questa è l’immagine di Tori Amos, una delle più importanti icone femminili del rock anni Novanta.

Come ogni mito del rock che si rispetti, Myra Ellen Amos è una ragazzina ribelle. Nasce nel 1963 in un famiglia religiosa e tradizionalista: il padre era un reverendo metodista e la madre un’insegnate di origini cherokee. Sin da bambina dimostra una velocità di apprendimento della musica sorprendente. Ai prestigiosi conservatori che l’accoglierebbero come studentessa di pianoforte, preferisce i pub e le improvvisazioni sui brani dei Led Zed Zeppelin e dei Doors.

Il primo significativo successo di Tori Amos è l’album del 1992 Little Earthquakes. I brani si intrecciano alle sue vicende emotive, dando sfogo a tutte le tensioni accumulate: dai contrasti con la famiglia al drammatico ricordo dello stupro avvenuto a Los Angeles dopo un suo concerto. Voce e pianoforte diventano i protagonisti delle sue riflessioni. La sua sofferenza viene filtrata attraverso una vocalità acuta, dolce e cristallina, accompagnata dalle vorticose scale eseguite con estrema rapidità sulla tastiera.

Col secondo album Under the Pink Tori Amos afferma la sua presenza sulla scena musicale internazionale. Il successo del singolo Cornflake girl preannuncia la grande fama che otterrà presto la cantautrice. La ricchezza musicale di questo brano è solo un dettaglio rispetto al messaggio che porta. Tori Amos, colpita dai romanzi della scrittrice ed attivista femminista Alice Walker, vuole denunciare la crudeltà insita nelle pratiche di mutilazione genitale femminile, difese dalla cultura africana maschile in nome del rispetto del rituale tradizionale.

Scarlet’s Walk è un album che segna una dimensione più meditativa, che accompagna le riflessioni sulla vita religiosa e personale della cantante. Tori crea un parallelismo con Rossella O’Hara, attraversando fasi di cambiamento come il matrimonio e l’inizio della gravidanza. Musicalmente l’atmosfera diventa più pacata ed equilibrata, accantonando i suoi tipici virtuosismi alla tastiera.

Questo cammino musicale intrapreso negli anni Novanta non si è ancora concluso. Tori Amos ci incanta ancora durante il suo attuale tour mondiale, col suo dolce e vivo sguardo turchese e con una voce melodiosa, che scorre sopra ai virtuosismi che lei stessa esegue alla tastiera. Tori Amos ha la forza, che solo i grandi artisti hanno, di scavare nella sofferenza umana, senza mai dimenticare la delicata sonorità della sua musica.

 

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