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19 gennaio 2018

I TESORI DI MILANO: LA PINACOTECA AMBROSIANA

I TESORI DI MILANO: LA PINACOTECA AMBROSIANA

La Pinacoteca Ambrosiana è uno dei luoghi culturali cardine di Milano, ormai da secoli. Oggi è una meta turistica, luogo di studi, sede di mostre temporanee, e il complesso ospita la Biblioteca Ambrosiana, la Pinacoteca, e l’Accademia Ambrosiana.

Si trova in Piazza Pio XI 2, a due passi dal Duomo, nell’edificio progettato dall’architetto Lelio Buzzi nel 1603 e completato da Alessandro Tesauro.

La Pinacoteca è stata fondata nel 1618 dal cardinale Federico Borromeo (1564-1631), andando ad unirsi alla già esistente Biblioteca (fondata nel 1609), con lo scopo di diventare un centro culturale per la città, e di servire da raccolta di opere che fossero fonte di piacere e di studio per gli artisti dell’Accademia del Disegno, istituita poco dopo.

Borromeo, arcivescovo di Milano dal 1595, è stato il fondatore dell’intero complesso, e a lui si deve il nucleo maggiore delle opere conservate ancora oggi. Il cardinale scelse il nome della Pinacoteca derivandolo dal santo patrono della città, Ambrogio (339/340-397), per richiamare la Chiesa delle origini. Il contenuto stesso della Pinacoteca conta una maggioranza di opere a soggetto sacro, che dovevano essere mezzo di ispirazione artistica e religiosa per il visitatore.

Grazie ad un documento del 1625 circa, redatto da Borromeo stesso e contenuto nel suo trattato Musæum Bibliothecæ Ambrosianæ, abbiamo infatti la raccolta completa delle opere presenti, che erano un insieme di quadri, sculture e stampe. A questo primo nucleo, esposto oggi nelle prime sale, si sono poi aggiunti numerosi lasciti e donazioni successivi.

Attualmente la collezione conta più di 1.500 pezzi, tra pitture, disegni, stampe, sculture e incisioni disposte in ventiquattro sale.

Tra le 172 opere donate da Borromeo, vanno ricordati i nuclei di pittura fiamminga di Jan Brueghel e Paul Bril del XVI secolo, le copie di scultura antica, le opere italiane dei secoli XVI-XVII, con particolare attenzione all’arte pittorica lombarda del Seicento.
Tra i capolavori si possono ricordare le tele di Bernardino Luini, pittore amato da Borromeo, tra cui la Sacra Famiglia con sant’Anna e san Giovannino (1520 ca), copia della Madonna col Bambino, san Giovannino e sant’Anna di Leonardo, conservata alla National Gallery di Londra e l’Adorazione dei Magi (1564 ca) di Tiziano. Uno dei pezzi esemplari della Pinacoteca è senz’altro il cartone preparatorio della Scuola di Atene (1509) di Raffaello.

Bernardino Luini, Sacra famiglia

 

Raffaello Sanzio, cartone per la Scuola di Atene

Una delle opere più preziose e famose è la meravigliosa Canestra di frutta (1594-98) di Caravaggio, acquistata a Roma, di cui Borromeo scrive:

“Personalmente avrei voluto avere un altro canestro simile a questo, ma, perché nessuno raggiungeva la bellezza di questo e la sua incomparabile eccellenza, è rimasto solitario.[1]

natura morta

Per quanto riguarda le sale ospitanti opere ottenute da lasciti successivi, è molto consistente il nucleo riguardante i secoli XV-XVI. Sono da ricordare la Madonna del padiglione (1493) di Sandro Botticelli, il Ritratto di musico (1485) di Leonardo da Vinci e le opere dei leonardeschi di prima generazione, la Madonna delle torri (1518 ca) di Bramantino e le opere dei veneti Tintoretto e Paolo Veronese.

Leonardo da Vinci, Ritratto di musico

 

Bramantino, Madonna delle Torri

Per il Seicento sono presenti maestri come Giovanni Serodine con Figura femminile allegorica (Minerva nutre le Arti liberali?) (1625-26 ca), e i lombardi attivi a Milano: Giulio Cesare Procaccini, Daniele Crespi, Francesco Cairo.

Per l’arte dell’Ottocento si possono fare i nomi di Francesco Hayez, di cui sono conservati una serie di ritratti, e di Mosè Bianchi, Girolamo Induno e Gaetano Previati.

Inoltre la Biblioteca conserva alcuni tesori d’inestimabile valore, come la copia dell’Eneide di Virgilio appartenuta a Francesco Petrarca e glossata dall’amico Simone Martini, una copia del De divina proportione (1496-97) di Luca Pacioli illustrato da Leonardo e il Codice Atlantico (1478-1518) di quest’ultimo, la più vasta raccolta di scritti, disegni e appunti del maestro toscano.

altra opera all’interno della bilbioteca

 

Oggi l’allestimento delle sale segue l’ordine cronologico di acquisizione delle opere, mantenendo inoltre la divisione per scuole geografiche ideato da Borromeo. Si è quindi accolti dalla collezione del cardinale, per poi continuare con le acquisizioni successive, in un percorso costellato di tesori.

La Pinacoteca è visitabile tutti i giorni tranne il lunedì, dalle 10:00 alle 18:00, e offre riduzioni di vario tipo sul costo del biglietto intero di 15 euro.

 

 

 

-Credits:

  • ŸŸ Fonti:

1) http://www.ambrosiana.eu/cms/
2) http://www.leonardo-ambrosiana.it/
3) Pinacoteca Ambrosiana – Milano, in I grandi musei del mondo, allegato a “Corriere della Sera”, Rizzoli Skira, 2006.

 

  • Foto:

– www.pinterest.com

 

[1] Pinacoteca Ambrosiana – Milano, in I grandi musei del mondo, allegato a “Corriere della Sera”, Rizzoli Skira, 2006, p. 18.

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