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21 aprile 2018

I TESORI DI MILANO: LA PINACOTECA AMBROSIANA

I TESORI DI MILANO: LA PINACOTECA AMBROSIANA

La Pinacoteca Ambrosiana è uno dei luoghi culturali cardine di Milano, ormai da secoli. Oggi è una meta turistica, luogo di studi, sede di mostre temporanee, e il complesso ospita la Biblioteca Ambrosiana, la Pinacoteca, e l’Accademia Ambrosiana.

Si trova in Piazza Pio XI 2, a due passi dal Duomo, nell’edificio progettato dall’architetto Lelio Buzzi nel 1603 e completato da Alessandro Tesauro.

La Pinacoteca è stata fondata nel 1618 dal cardinale Federico Borromeo (1564-1631), andando ad unirsi alla già esistente Biblioteca (fondata nel 1609), con lo scopo di diventare un centro culturale per la città, e di servire da raccolta di opere che fossero fonte di piacere e di studio per gli artisti dell’Accademia del Disegno, istituita poco dopo.

Borromeo, arcivescovo di Milano dal 1595, è stato il fondatore dell’intero complesso, e a lui si deve il nucleo maggiore delle opere conservate ancora oggi. Il cardinale scelse il nome della Pinacoteca derivandolo dal santo patrono della città, Ambrogio (339/340-397), per richiamare la Chiesa delle origini. Il contenuto stesso della Pinacoteca conta una maggioranza di opere a soggetto sacro, che dovevano essere mezzo di ispirazione artistica e religiosa per il visitatore.

Grazie ad un documento del 1625 circa, redatto da Borromeo stesso e contenuto nel suo trattato Musæum Bibliothecæ Ambrosianæ, abbiamo infatti la raccolta completa delle opere presenti, che erano un insieme di quadri, sculture e stampe. A questo primo nucleo, esposto oggi nelle prime sale, si sono poi aggiunti numerosi lasciti e donazioni successivi.

Attualmente la collezione conta più di 1.500 pezzi, tra pitture, disegni, stampe, sculture e incisioni disposte in ventiquattro sale.

Tra le 172 opere donate da Borromeo, vanno ricordati i nuclei di pittura fiamminga di Jan Brueghel e Paul Bril del XVI secolo, le copie di scultura antica, le opere italiane dei secoli XVI-XVII, con particolare attenzione all’arte pittorica lombarda del Seicento.
Tra i capolavori si possono ricordare le tele di Bernardino Luini, pittore amato da Borromeo, tra cui la Sacra Famiglia con sant’Anna e san Giovannino (1520 ca), copia della Madonna col Bambino, san Giovannino e sant’Anna di Leonardo, conservata alla National Gallery di Londra e l’Adorazione dei Magi (1564 ca) di Tiziano. Uno dei pezzi esemplari della Pinacoteca è senz’altro il cartone preparatorio della Scuola di Atene (1509) di Raffaello.

Una delle opere più preziose e famose è la meravigliosa Canestra di frutta (1594-98) di Caravaggio, acquistata a Roma, di cui Borromeo scrive:

“Personalmente avrei voluto avere un altro canestro simile a questo, ma, perché nessuno raggiungeva la bellezza di questo e la sua incomparabile eccellenza, è rimasto solitario.[1]

Per quanto riguarda le sale ospitanti opere ottenute da lasciti successivi, è molto consistente il nucleo riguardante i secoli XV-XVI. Sono da ricordare la Madonna del padiglione (1493) di Sandro Botticelli, il Ritratto di musico (1485) di Leonardo da Vinci e le opere dei leonardeschi di prima generazione, la Madonna delle torri (1518 ca) di Bramantino e le opere dei veneti Tintoretto e Paolo Veronese.

Per il Seicento sono presenti maestri come Giovanni Serodine con Figura femminile allegorica (Minerva nutre le Arti liberali?) (1625-26 ca), e i lombardi attivi a Milano: Giulio Cesare Procaccini, Daniele Crespi, Francesco Cairo.

Per l’arte dell’Ottocento si possono fare i nomi di Francesco Hayez, di cui sono conservati una serie di ritratti, e di Mosè Bianchi, Girolamo Induno e Gaetano Previati.

Inoltre la Biblioteca conserva alcuni tesori d’inestimabile valore, come la copia dell’Eneide di Virgilio appartenuta a Francesco Petrarca e glossata dall’amico Simone Martini, una copia del De divina proportione (1496-97) di Luca Pacioli illustrato da Leonardo e il Codice Atlantico (1478-1518) di quest’ultimo, la più vasta raccolta di scritti, disegni e appunti del maestro toscano.

Oggi l’allestimento delle sale segue l’ordine cronologico di acquisizione delle opere, mantenendo inoltre la divisione per scuole geografiche ideato da Borromeo. Si è quindi accolti dalla collezione del cardinale, per poi continuare con le acquisizioni successive, in un percorso costellato di tesori.

La Pinacoteca è visitabile tutti i giorni tranne il lunedì, dalle 10:00 alle 18:00, e offre riduzioni di vario tipo sul costo del biglietto intero di 15 euro.

 

-Credits:

  • Fonti:

1) http://www.ambrosiana.eu/cms/
2) http://www.leonardo-ambrosiana.it/
3) Pinacoteca Ambrosiana – Milano, in I grandi musei del mondo, allegato a “Corriere della Sera”, Rizzoli Skira, 2006.

 

 

[1] Pinacoteca Ambrosiana – Milano, in I grandi musei del mondo, allegato a “Corriere della Sera”, Rizzoli Skira, 2006, p. 18.

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