Ecco, in brevissima sintesi, su cosa verte lo scandalo Carpisa. La nota azienda di borse, valige e portafogli ha infatti fatto infuriare i più annunciando la possibilità di vincere uno stage – ebbene sì, non selezionati, non scelti, non adatti, solo vincitori. Il concorso “Vinci con Carpisa” è apparso su siti di lavoro dalla fine di Agosto, con scadenza 6 Settembre, e riguarda un possibile tirocinio della durata di un mese per l’ufficio Marketing & Advertising della sede di Napoli dell’azienda, con un compenso di circa 500€, vitto e alloggio. Se sei un consumatore in evidente età da apprendistato tra i 20 e i 30 anni e risiedi in Italia (niente maturità? Niente laurea o diploma equivalente? Nessuna esperienza pregressa?) allora avresti potuto partecipare anche tu a questo meritocratico e geniale bando – il quale, per caso o per sfortuna, non è più reperibile online.

Come riuscire vittoriosi nell’impresa, però? Le regole sono semplici.

Numero 1: acquistare una borsa della nuova collezione Donna Autunno-Inverno 2017-2018 in uno dei punti vendita che aderisce all’iniziativa (e, ci raccomandiamo, non dimenticate di conservare lo scontrino con il codice di partecipazione!)

Numero 2: elaborare un piano di comunicazione in linea con i valori dell’azienda e le direttive per la prossima collezione, ovvero Capsule Collection Carpisa firmata dalle sorelle Cruz.

Numero 3: completare il form sul sito omonimo del concorso, allegando (finalmente, solo al punto tre, se ne sono ricordati) il proprio curriculum vitae insieme al progetto del suddetto piano di comunicazione, che sia ovviamente conforme al tema proposto da Carpisa.

L’ufficio pubblicità di Carpisa, questa volta, potrebbe avere o non avere fatto un buon lavoro. Dipende tutto dal punto di vista. Se è vero che, qualora nel bene o nel male, l’importante è che se ne parli, Carpisa, in questa occasione, ha lanciato un boomerang che le è tornato contro in modo violento e irreparabile.

L’azienda, come Yamamay e Jaked, fa parte di Pianoforte Holding, il cui fatturato annuo del 2016 è stato chiuso oltre i 300 milioni di euro, e Carpisa (Kuvera Spa) da sola ha toccato i 146.208.362,00 euro. Insomma, giusto qualche spiccio in un periodo di crisi nazionale e internazionale, che permetterebbe di capire come mai l’azienda abbia deciso di sfruttare un piano di comunicazione in modo del tutto gratuito, scelto tra innumerevoli strategie proposte anch’esse assolutamente gratuitamente.

Seguite queste tre regole, aggiungete un pizzico di fortuna, allungate con la speranza che la giuria di incaricati – scelti da chi? In base a cosa? – apprezzino il vostro lavoro, e mescolate a dita incrociate con cura, fino ad ottenere una mediatica critica omogenea. Se c’è qualche grumo nell’impasto, non disperate: è giusto così.

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