Il Salone di Francoforte, insieme a quello di Ginevra, è la fiera dell’automobile più importante del mondo dove i produttori di automobili presentano al mondo non soltanto i nuovi modelli della produzione in serie, ma anche e soprattutto i risultati della creatività di designer unita a quella degli ingegneri, che pensano le auto del futuro.
E come sarà la macchina del 2030? Sicuramente elettrica. Ma noi, invece di guidarla, potremmo essere impegnati in ben più rilassanti attività, come leggere un libro, guardare un film o sorseggiare una tazza di tè.

La prima concept car più interessante presentata ai padiglioni è sicuramente la Renault Symbioz. Il nome è assolutamente da prendere in considerazione in quanto riassume lo scopo e le funzioni di questo prototipo della casa transalpina. Il design è iconico e riprende, evolvendolo, lo stile delle attuali Renault presenti sul mercato, come i fari anteriori full LED che sembrano disegnare una “C” e il logo del brand molto grande posto al centro della “calandra” (che, essendo l’auto elettrica, è anch’essa a led). L’auto è inoltre molto bassa: per essere chiari, una Renault Clio è più alta di 25cm. Fiore all’occhiello del modello è, però, l’abitacolo. A partire dalle portiere, con apertura ad armadio (ovvero come i vecchi taxi londinesi, per intenderci) quasi a simulare le sontuose porte d’accesso a quel vero e proprio salotto che si propone essere la nuova idea di interni. I sedili sono, infatti, disposti come sui treni o sui jet privati che vediamo in molti film, quindi che “si guardano”. Il conducente e il passeggero anteriore, infatti, non sono rivolti verso il parabrezza ma verso i due passeggeri posteriori, in modo da poter comunicare con loro. Il tutto completato dal tetto completamente in vetro che si può aprire, offrendo la possibilità di effettuare viaggi completamente panoramici.

L’idea dei designer e dei progettisti Renault è che l’auto del futuro potrà, appunto, entrare in simbiosi con le case, le tv, gli smartphone dei consumatori per un continuo scambio di energia. Il modello è dotato di due motori elettrici separati, uno anteriore e uno posteriore, per bilanciare il peso generanti in totale ben 500kW (quasi l’equivalente di una sportiva elettrica già in commercio, come Tesla Model S), utili per dare energia a elettrodomestici o televisori senza quindi sprechi. D’altro canto, Symbioz non è nemmeno dotata di volante all’avvio (ma può essere “estratto”) perché in questo futuro nemmeno troppo lontano si rivelerà inutile in quanto l’auto è dotata di sistema di guida autonoma livello 5 (oggi Tesla sta sperimentando il livello 3 per i suoi modelli, mentre il livello 2 è già in commercio).

“nel 2030, la guida autonoma migliorerà la nostra vita quotidiana permettendoci di sfruttare diversamente lo spazio a bordo di un veicolo.” 

Thierry Bolloré, Direttore delegato alla Competitività presso il Gruppo Renault.

Una filosofia, quella della guida autonoma, seguita anche da un altro famoso costruttore, questa volta tedesco. Parliamo di Audi che, con il modello Aiconelimina definitivamente il volante. Il modello germanico si presenta molto più futuristico rispetto alla proposta francese, oltre ad essere più lungo. Il design, infatti, sembra accorciare una macchina lunga 5,44 metri di lunghezza (più dell’attuale ammiraglia, la nuova Audi A8). Lo stile tradisce anche l’intento, facendola assomigliare più a una sportiva come la R8 rispetto ad un’auto di lusso tranquilla e silenziosa grazie al motore elettrico. L’interno si presenta come un salotto di lusso, con due poltrone in pelle che possono essere ruotate ad affacciarsi sul comodo divano posteriore, che ospita i due passeggeri. Non c’è volante o cruscotto: al suo posto è presente un tavolino per chi siede davanti (chi siede dietro può sfruttare quelli incorporati nei sedili). Un grande schermo touch percorre tutto il perimetro dell’abitacolo, e da lì è possibile impostare il clima, la velocità, la musica ed altro.


Molto particolari e dal grande effetto visivo sono i fari, anche in questo caso completamente a led. Ma se le luci di Symbioz sono comunque tradizionali, più vicine a noi, Aicon sia davanti che dietro presenta due enormi griglie piene di piccoli LED, che inglobano anche il logo non più cromato ma retroilluminato. Audi ha infatti ripensato anche l’illuminazione automobilistica, che ora ha diverse illuminazioni volte a salvaguardare non solo chi sta dentro l’auto, ma anche chi sta fuori. Un esempio? Ci sono LED che si attivano per segnalare al pedone che l’auto si sta avvicinando.

Il brand del gruppo Volkswagen ha inoltre dichiarato, contrariamente ad ogni aspettativa, che la concept car è priva di qualsiasi sistema di sicurezza in quanto in un mondo a guida autonoma come quello che propone con Aicon gli incidenti saranno quasi completamente scomparsi.
Un’affermazione sicuramente azzardata, ma che potrebbe essere veritiera. Un sistema di auto che si muovono grazie a sofisticati sensori non prevede i classici errori di distrazione che ognuno di noi può avere alla guida e che a volte sono innocui a volte fatali, ma contare troppo sulla tecnologia potrebbe anch’esso dannoso a livello di difetti di fabbrica: se, infatti, questi sensori si rompessero, degli incidenti potrebbero sicuramente accadere.

Questo non possiamo saperlo; ciò che emerge da questo salone di Francoforte è una direzione volta verso l’elettricità – e quindi l’ecologia – e verso la volontà di rendere il viaggio in automobile privo di stress e più rilassante e spensierato come quello in treno o in aereo.

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