Mani che accarezzano,
che spingono,
mani che si aggrappano forti
alla roccia, alla vita.

Mani  di bambini
sporche di polvere bianca,
strette intorno ad un fucile
freddo e nemico.

Mani di madri;
stringono foto ingiallite
di figli part(or)iti
e mai tornati.

Mani:
sono le ultime ad affondare
nel profondo della gola blu,
Le Mani di chi scappa.

Mani madide,
è il sudore dei campi,
la fatica della fabbrica,
la dignità del lavoro.

Dita strette
intorno ai grani di un rosario,
mani giunte con occhi al cielo
in attesa di risposte
che abbiamo paura di cercare
intorno a noi.

dito medio contro l’altro;
perché è più facile odiare
che sforzarsi di amare.

Mani che accarezzano
corde di strumenti
e creano melodie,
partoriscono miracoli.

Mani affondate
in lenzuola
bianche.
Mani e orgasmi.

Mani moleste,
violente,
viola e livide.

Mani sotto al tavolo,
sporche come il denaro
che stringono avidamente.

Le mani per nascondere i difetti;
cicatrici sul viso, nei sul mento.
Princese con le mani tra le gambe
per non vedere quella parte di sé
che non riconoscono.

Mani staccate con forza
da altre mani,
perché
“Fate schifo, ricchioni”

Mani nere,
bianche,
gialle,
identiche ma in guerra.

Mani curiose di vita,
sfogliano un libro
e stringono una penna
dalla quale non riescono a staccarsi.
Scrivere è condanna,
necessità,
dovere.

Mani strette,
inscindibili,
come me e te,
in quel letto straniero
fuori Milano.

Mani che,
come me e te,
dovrebbero
unirsi,
amarsi
fare l’amore,
godersi
innamorarsi.

Mani,
stringetevi,
salvatevi.

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