01:45 pm
23 settembre 2017

Aumentare l’attrattività dell’Italia passando dal lavoro.

Aumentare l’attrattività dell’Italia passando dal lavoro.

Essere sedicesimi su 144 paesi nel mondo per attrattività agli occhi degli imprenditori e investitori può sembrare di per sé un risultato ottimo: non però se questo paese, oltre che ad essere nel G8, è uno dei paesi fondatori della comunità europea. Infatti, in cima a questa particolare classifica si trovano innanzitutto gli Stati Uniti, seguiti da paesi come Germania e Cina; ma al di sopra dell’Italia, oltre alla Svizzera, si trovano anche gran parte dei paesi europei come Regno Unito, Francia, Paesi Bassi, Belgio ed Austria. Il nostro paese, peraltro, secondo i dati del Global Attractiveness Index (GAI), è rimasto in sedicesima posizione dal 2013 al 2017, senza un netto miglioramento nel corso del tempo.

Il GAI, analizzando quest’anno i dati degli ultimi cinque anni di numerose realtà mondiali, ha ricostruito i punti di forza e le criticità di ognuno dei 144 paesi analizzati e rappresentanti le principali realtà economiche, e ha sottolineato che il problema prioritario dell’Italia riguarda la struttura organizzativa e di efficienza del mercato, partendo da quello di capitali, passando dal lavoro, fino ad arrivare a quello connesso al sistema amministrativo. In particolare, classifica decisamente più critica è quella della disoccupazione, in cui l’Italia si posiziona 111°; sale invece grazie all’innovazione (14° paese) e soprattutto grazie ai flussi di commercio e agli interscambi economici, ricoprendo un’ottima decima posizione.

Niente di nuovo sotto il sole, dunque: ancora una volta il problema dell’Italia si dimostra essere il lavoro e la disoccupazione e il GAI, nella sua analisi, ha evidenziato anche alcuni cantieri di lavoro, per superare le criticità e migliorare la posizione in classifica: si parla di incremento della produttività, rilancio degli investimenti, ottimizzazione del mercato del lavoro, e certamente efficienza amministrativa. Tutte tematiche che, nel corso del tempo, i vari governi italiani hanno sempre posto nel centro della loro agenda e dei loro interventi normativi: sembra, a questo punto, senza particolari risultati.

Fonti: inter alia, Sole24Ore

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