Il primo luglio di quest’anno si è tenuta a Sulmona la manifestazione Fonderia Abruzzo: laboratorio di idee nuove e visioni per il futuro, alla quale hanno presenziato vari rappresentati delle istituzioni, tra cui il governatore della Regione del centro Italia Luciano D’Alfonso (Pd), il ministro alla Coesione territoriale Claudio De Vincenti, il rettore dell’università di Teramo Luciano D’Amico e il presidente della regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini. Scopo degli incontri era discutere di “idee e nuove visioni per il futuro della regione Abruzzo in Europa”.

Fin qui l’intento sarebbe ammirevole. Il problema è sorto nel momento in cui durante uno dei dibattiti è cominciato a piovere. Per ovviare all’increscioso inconveniente i relatori (tutti uomini) sono stati provvidenzialmente forniti di ombrelli sotto cui ripararsi e portaombrelli per poter delegare l’oneroso impegno di reggere il suddetto strumento.

Tali portaombrelli consistevano in donne. Donne, posizionate, silenziose e servizievoli, a lato, se non alle spalle, degli onorevoli ospiti.

La scena, prontamente immortalata e diffusa in rete, aveva un che di grottesco, eppure, stando alle dichiarazioni successive, pare che nessuno dei presenti si sia reso conto della poca opportunità della trovata.

La cosa è andata così: quando la pioggia si è fatta battente, è stato richiesto l’intervento urgente di quattro volontari per tenere gli ombrelli. Si sono offerte quattro ragazze. Dovevamo dire di no perché erano donne? Se poi bisogna far polemica a tutti i costi” ha affermato Fabrizio Santamaita, membro dello staff del presidente.

Nel pomeriggio, stavolta a causa del troppo sole, ecco di nuovo optare per l’originale riparo. Taluni, schierandosi in difesa della soluzione adottata, hanno pensato bene di far presente il fatto che nessuno si lamenta mai delle cosiddette Umbrella Girls (da noi anche definite “ombrelline”), immancabili presenze di eventi sportivi quali moto GP o ciclismo.

Mai paragone fu più infausto.

Chi sono infatti le Umbrella girls?
Visibili in prevalenza nelle aree circostanti i paddock del moto GP, sono quelle bellissime ragazze che, solitamente molto poco vestite, hanno tra i propri compiti principali, quello di reggere gli ombrelli sotto cui i piloti possono ripararsi dal caldo prima della partenza.

È questo un compito in verità indispensabile date le alte temperature con le quali spesso i piloti si trovano a gareggiare, amplificato dal calore emanato dall’asfalto, dalle moto stesse oltre che dalle tute indossate, motivo per cui in mancanza d’altro sono i meccanici stessi a svolgere tale ruolo.

Non ci sarebbe nulla di male dunque se tali ragazze non fossero espressamente lì per il solo scopo di attirare l’attenzione. Su di sé, sullo sponsor (il cui logo è strategicamente apposto sui corpi delle giovani) e sul proprio corpo in generale. Durante tutto l’arco del campionato è inoltre possibile eleggere le ombrellline più “sexy”.

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Anche per questi motivi il movimento spagnolo Ganemos Jerez sta portando avanti una campagna di protesta contro la presenza di queste figure ritenute lesive per il genere femminile e un grave segnale del maschilismo imperante in tali ambienti.

Qualunque paragone dunque tra queste ragazze e quanto avvenuto a Sulmona risulta ancor più preoccupante, dal momento che chi ha fatto tale parallelo intendeva minimizzare una gaffe, di cui evidentemente non capiva né l’entità né la sostanza.

Come affermato difatti dal presidente della Camera Laura Boldrini, è vero che l’immagine appare straniante per la presenza esclusiva di donne, ma sarebbe risultata altrettanto inopportuna se al loro posto ci fossero stati solo uomini.

Questa foto è una brutta immagine. Sei donne che reggono l’ombrello ad altrettanti uomini, comodamente seduti per parlare ad un dibattito sotto la pioggia a Sulmona ci fanno fare un salto indietro. E non sarebbe stato meno stridente se al posto delle ragazze ci fossero stati dei ragazzi. Come si fa a non rendersene conto?

 

Fonti: moto-net, repubblica, ilpost

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