A partire dal 30 agosto fino al primo giorno di settembre, ho avuto la possibilità ed il piacere di essere presente alla 74° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia: una piccola manciata di ore, se confrontata con l’intera durata della Mostra, in cui è stato necessario spremere ogni minuto affinché risultasse fruttuoso.

Avendo come cattiva complice l’inesperienza, la prima cosa contro cui è stato inevitabile scontrarsi è stata la pessima struttura organizzativa della Mostra: una vera matassa inestricabile in cui orari, costi, tipologie di accrediti, sale cinematografiche, eventi e prenotazioni non riescono a trovare l’ordine che spetterebbe loro, creando totale disorganizzazione negli avventurieri più incauti o meno informati. Poco utili si sono mostrati anche i punti informativi tanto che, per esperienza personale, è stato molto più redditizio rivolgere i propri (disperati) dubbi ad altri turisti che, nel corso degli anni, erano riusciti a maturare una buona conoscenza dei meccanismi della Mostra grazie all’esperienza.

Una volta superato questo primo e unico – seppur fastidioso – ostacolo, diventa semplice organizzare il proprio tempo seguendo le proprie preferenze in fatto di gusti o interessi cinematografici. Pur avendo perso completamente il primo giorno a causa della totale ignoranza del funzionamento della Mostra, nei soli due giorni successivi sono riuscito a recuperare ben sei lungometraggi (Zama, First Reformed, Nico 1988, Under the tree, The shape of water e Strange Colours), un documentario (The devil and father Amorth), un cortometraggio nostrano (Casa d’altri) ed un film vissuto tramite l’esperienza in VR (The deserted).

Mi sento di dire che ciò che rende speciale questo evento, oltre all’evidente importanza sotto il profilo artistico e, in modo più specifico, cinematografico, sia l’atmosfera che il Lido di Venezia riesce a far respirare agli ospiti che accoglie: le installazioni, le sale, i luoghi di ristoro, gli spazi aperti, tutto ciò riflette l’amore e il rispetto per il cinema, stimolando il confronto di opinioni, la curiosità e lo spirito critico.

Non da ultimo, per chi fosse interessato all’aspetto più “social” e mondano della Mostra, il Red Carpet e le star che ospita sapranno accontentare anche i desideri di questi ultimi, regalando incontri emozionanti, seppur fugaci, con i propri idoli del cinema.

Per concludere, una volta armati di pazienza per affrontare alcune code e di molto caffè per sostenere ritmi e orari talvolta pesanti, non esiste nessuna buona scusa che un amante del cinema possa imbracciare per non recarsi, almeno una volta nella vita, alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica… e non ho ancora parlato dello spritz a tre euro.

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