Oggi, a distanza di qualche giorno dall’ultimo mio articolo, propongo un altro artista geniale che utilizza fotografie, o meglio la sovrapposizione di esse, come monito a non dimenticare, a non banalizzare: l’artista Thomas Hirschhorn.

L’arte per Thomas Hirschhorn è uno specchio della complessità del mondo grazie al quale si riesce a comprenderlo meglio.  L’immagine, da me scelta, è un dei molteplici collage dove, ad una fotografia di guerra , che rappresenta un corpo esanime dilaniato e mutilato, viene affiancata una fotografia il cui soggetto è la moda. Scene di  morte affiancate a uomini che immortalano con il cellulare la brutale visione, tutto ciò risulta estremamente provocatorio.

Attraverso i suoi lavori vuole, Hirschhorn,  spinge lo spettatore a  porsi delle domande sulla giustizia e sulla morale odierna.

Thomas Hirschhorn con il progetto 3 “Easycollage” and 6 “Collage-Truth” utilizza la tecnica del collage per avviare una ricerca costituita sia da lavori site specific sia da operazioni partecipative.

Ponendo l’una accanto all’altra due immagini che di per sè non hanno niente a che fare, descrive un atteggiamento, ormai troppo insito in tutta l’umanità: l’apatia di fronte alla brutalità, purtroppo, quotidiana. Non ci stupiamo più di niente. Proprio come le immagini dei telegiornali che non colpiscono più la nostra attenzione, ma passano direttamente nel dimenticatoio.  L’artista non ammette questo comportamento, per lo più compiuto passivamente, e , attraverso una provocazione, vuole spingerci ad una riflessione. Quindi qui abbiamo non solo la palese rappresentazione della morte ( corpo a terra ) ma anche della morte dei valori.

 

Fonti :

Catalogo museo Pecci

Fonti immagini: pinterest