Suave, suavecito

Ci sono tre cose che chi ama l’estate sicuramente apprezza: il sole, il caldo e il reggaeton. Ci sono tre cose che chi non ama l’estate sicuramente detesta: il sole, il caldo e il reggaeton.

Scherzi a parte, è innegabile che molte persone trovino questa musica spagnoleggiante – volendo essere gentili – irritante. Cerchiamo dunque con chi costoro dovrebbero prendersela per le varie DE-SPA-CITO (quanto tempo ci metteremo a dimenticarla?) di questo mondo.

Occhiale da reggaeton

Le origini

Musicalmente parlando, le origini del reggaeton sono molto variegate. Non solo America Latina, ma anche Caraibi e Stati Uniti d’America: il genere nasce infatti come fusione fra musica tradizionale portoricana, reggae giamaicano e hip-hop statunitense. Potremmo considerarlo il cugino di lingua spagnola della dancehall giamaicana e del funk carioca brasiliano.

Nonostante il reggaeton si sia ormai diffuso in tutti i paesi dell’America Latina, la sua paternità è contesa da due paesi del Centro-America: Panama e Porto Rico. A Panama infatti, a metà degli anni ‘80 Chicho Man fu il primo artista a fare reggae in lingua spagnola. A Porto Rico, invece, nello stesso periodo l’MC Vico C. fu il primo a rappare in questa lingua. Ancora oggi la maggior parte degli esponenti del genere sono portoricani, e molti considerano proprio Vico C. il padre fondatore del reggaeton.

Lo sviluppo

Il reggaeton si sviluppò come genere a sé stante all’inizio degli anni ‘90, quando comparvero le prime produzioni che univano i suoni del reggae al rap in spagnolo. Si iniziarono anche a delineare quelle che si sarebbero affermate come le tematiche predominanti del genere: la violenza nei barrios portoricani, il sesso, le droghe e – in alcuni casi – l’amore.

Il reggaeton passò dall’underground al mainstream nel giro di pochissimo tempo, e a metà anni ‘90 faceva ormai ballare tutta Porto Rico.

Porto Rico

Il successo mondiale

Negli anni seguenti, il reggaeton conquistò anche gli altri paesi dell’America Latina, e nei primi anni 2000, complice in particolare lo strepitoso successo di Gasolina del portoricano Daddy Yankee, si diffuse anche in Nord America ed Europa.

Negli anni più recenti, questo successo si è declinato fra le altre cose in una serie più o meno infinita di collaborazioni fra esponenti del reggaeton e varie stelle del Latin pop, tra cui l’apparentemente inossidabile “King of Latin Pop” Enrique Iglesias (Bailando, El Perdón, Duele el Corazon, Súbeme la Radio), il già citato Luis Fonsi (Despacito), il portoricano Ricky Martin (Vente Pa’ Ca) e la popstar Jennifer “From the Block” Lopez (Ni Tú Ni Yo).

Gli interpreti

Il primo a dover essere citato è certamente il portoricano Daddy Yankee, al secolo Ramón​ Luis Ayala Rodríguez, che grazie alla sua carriera ormai più che ventennale si è guadagnato il titolo di “El rey del reguetón”. Nel 2004 il suo terzo album in studio Barrio fino – il cui lead single fu proprio la già citata Gasolina – fu il primo album reggaeton a debuttare alla numero 1 della Billboard’s Top Latin Albums Chart, e divenne il disco di musica latina più venduto del decennio.

Portoricano è anche il duo Wisin Y Yandel, che fece il suo debutto quando anche Daddy Yankee muoveva i suoi primi passi nel mondo della musica. Sono attualmente considerati il duo di maggior successo commerciale del genere. Nel corso degli anni entrambi i membri de “El Dúo de la Historia” hanno pubblicato anche lavori come solisti, tra cui svariate collaborazioni con altri esponenti del reggaeton o artisti Latin pop. A tal proposito, nei primi anni 2010 Wisin ha avuto una moderatamente agghiacciante deriva EDM à la David Guetta.

Portoricani sono infine il duo Zion & Lennox, conosciuti al di fuori dell’America Latina soprattutto per la loro collaborazione con Enrique Iglesias in Súbeme la Radio, Don Omar (La mano arriba, cintura sola – Da media vuelta, Danza Kuduro – OI OI OI) e Nicky Jam, anche lui noto nel Vecchio Continente principalmente per la sua collaborazione con Enrique Iglesias, El Perdón.

Fra le nuove leve del reggaeton da citare è il colombiano Maluma, per suo stessa ammissione molto influenzato dalle stelle dell’R&B statunitense come Justin Timberlake e – de gustibus – Chris Brown. Le produzioni dei suoi pezzi sono inoltre spesso influenzate da altri generi musicali, come ad esempio la trap. Alla fine dello scorso anno, Maluma ha inoltre collaborato con la sua celebre connazionale Shakira. Personalmente, ho apprezzato particolarmente i suoi video, composti in parti uguali da machismo, storyline più o meno discutibili, amori contrastati, tatuaggi, riscatto sociale e outfit dal tamarro al decisamente tamarro.

Il vocabolario

Ecco alcune parole utili per decifrare i magici testi di Daddy Yankee e compagni:

Gatas: gatas : reggaeton = bitches : hip-hop (ci siamo capiti).

Perrear y guayar: anche in questo caso, prendendo in prestito il linguaggio dell’hip-hop, potremmo considerarli il sinonimo reggaeton di bumpin’ and grindin’. In particolare il perreo (da perro, ossia cane) è il ballo tipicamente associato con il reggaeton.

Trago: alcol, che “se derrama” (viene versato) e “quita el dolor” (scaccia il dolore).

Mirada: sguardo. Lo sguardo ammaliatore della “mujer” (donna) di turno viene citato in un numero spropositato di canzoni: Dolce stil novo levate.

Matar: uccidere. Solitamente questa parola compare nel verso della popstar latina di turno (ossia Enrique Iglesias, solitamente), che porella soffre per amore, ma quanto soffre. Alternativamente, può comparire nel verso dell’MC del caso, che però tende ad essere molto più pragmatico: “me mata tu cuerpo y como completa depilas”.

Vacilar: letteralmente: dubitare. In molti paesi dell’America Latina (Porto Rico compreso) tuttavia questo verbo è utilizzato con il significato di uscire a divertirsi.

Hanguear: inglesismo usato solamente a Porto Rico anche in questo caso con il significato di uscire a divertirsi (da to hang out).

Perla finale

Fonti

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