Sandro Botticelli fu uno dei maggiori artisti della Firenze medicea, fu attivo durante il periodo rinascimentale di massimo sviluppo e splendore per la città. Botticelli diventò il pittore ufficiale di Lorenzo di Pierfrancesco de Medici, cugino di Lorenzo il Magnifico, da cui ricevette l’incarico, siglato da un contratto, di dar vita pittorica alle parole di Dante della Divina Commedia nel 1480.

Le tavole del Botticelli sono ancora oggi conservate, 85 di queste si trovano a Berlino mentre altre 7 sono a Roma presso il Vaticano. L’idea di Botticelli fu quella di relegare una sorta di fumetto dove le immagini, poste sul retro del foglio, permettono di creare un viaggio itinerante: su una stessa tavola si possono intravedere gli spostamenti del protagonista insieme a Virgilio (come nel caso del volo dell’ippogrifo) o l’incontro e l’elevazione di Dante insieme a Beatrice. Il testo della Commedia è riportato sul fronte della pergamena creando una perfetta sincronia tra le parole del più grande scrittore insieme alle immagini fitte di particolari del più grande pittore rinascimentale.

In origine la commissione riguardava l’Inferno ma Botticelli si interessò anche delle altre due cantiche di cui i disegni non sono stati colorati. Sicuramente il lavoro del pittore fu molto impegnativo e faticoso, privandolo di molto tempo. Dopo la presunta commissione a Lorenzo di Pierfrancesco si sa che le tavole soggiornarono per molto tempo presso Parigi. Successivamente passarono nelle mani del duca di Hamilton di Scozia che vendette le opere per ottantamila sterline (all’incirca dieci miliardi di euro) al Museo di Berlino nel 1882. Il Duca di Hamilton fu il primo a catalogare queste tavole in occasione della loro messa all’asta e si registrò la mancanza di alcune per completare la Commedia. Alcune pergamene sono state perse mentre si sa che le custodite presso il Vaticano vennero donate da uno sconosciuto (probabilmente per il richiamo religioso all’aldilà) e solo tardivamente vennero collegate a quelle berlinesi e a Botticelli.

fonti: studio da parte dell’autrice

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