Conosciuta anche come Pietra di Scone o Pietra dell’Incoronazione, la Pietra del Destino è un antico manufatto celtico, la cui storia, sorprendentemente documentata, ha inizio in un’Irlanda antica e mitica e prosegue fino ai giorni nostri, in cui tale manufatto è arrivato a diventare un simbolo del nazionalismo scozzese.

La Pietra del Destino era originariamente parte di quattro doni che i Milesi, antenati degli odierni irlandesi, trovarono lasciati dai loro predecessori: una spada, un calderone, una lancia e una pietra sbozzata in modo grossolano (la Pietra del Destino, appunto). Questi oggetti avevano delle proprietà magiche ed erano stati donati in principio non da uomini, ma da una stirpe divina: i Tuatha De Danann (Gente di Dana), provenienti dalle “isole a Nord del mondo”, i quali avevano portato “scienza, magia, saggezza, arte e druidismo”. Dopo l’arrivo dei Milesi, alcuni di loro avevano fatto ritorno alle loro isole del Nord, mentre altri erano tornati nei loro tumuli preistorici (i sidhs).

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Un’altra leggenda circondante la pietra, non fa riferimento alle origini celtiche, bensì ricollegherebbe il manufatto agli eventi biblici: la Pietra del Destino infatti avrebbe fatto da cuscino a Giacobbe durante una visione e la frattura che la attraversa sarebbe opera di Mosè, per renderla in grado di portare acqua. Il manufatto sarebbe stato successivamente portato in Irlanda dagli angeli.

Secondo la leggenda, la Pietra del Destino aveva la capacità di riconoscere il vero sovrano del paese emettendo un alto grido e si diceva che chi ne era in possesso potesse contare sulla forza della sua nazione e la sua indipendenza: il manufatto fu proprietà dei primi re d’Irlanda ed era posizionata nella roccaforte di Tara, dove fungeva da trono per l’incoronazione. Quando la città fu abbandonata, nel VI secolo, il manufatto fu portato in Scozia, a Scone, che all’epoca era la capitale del regno dei Pitti. La Pietra rimase in Scozia fino al 1296, anno in cui il re Edoardo I d’Inghilterra la trafugò portandola a Westminister, dove per 700 anni è rimasta incastonata nel trono su cui i sovrani inglesi sono stati incoronati.

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Questo almeno fino al 1950: in quell’anno, infatti, un gruppo di ragazzi nazionalisti scozzesi che studiavano a Londra entrarono di notte nell’abazia di Westminister e rubarono il cimelio: i ragazzi volevano impedire che durante l’incoronazione di Elisabetta II la Pietra simbolo della nazione si trovasse sotto al trono inglese. Per ritrovare la Pietra furono attivati i migliori agenti di Scotland Yard e dell’Intelligence Service: alla fine la Pietra fu recuperata e i ragazzi processati.

Attualmente la Pietra del Destino ha di nuovo cambiato collocazione, perché nel 1996 (anche sotto l’influenza del film Braveheart) essa fu restituita alla Scozia con numerose cerimonie, colpi di cannone, cortei militari e fanfare. Fu portata al castello di Edimburgo, dove è ospitata attualmente, proprio nella stessa teca delle prestigiose insegne regali scozzesi. Ma non sarà una sistemazione definitiva: la Pietra infatti verrà riportata a Westminister in occasione di ogni nuova incoronazione di re e regine del Regno Unito, continuando la sua azione benefica nei confronti del paese e del suo sovrano.

FONTI:

ricerca.repubblica.it

www.visitscotland.com

Ward Rutherford, Tradizioni celtiche.

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