Chiunque di noi entri in una qualsiasi libreria, potrà osservare come nei primi scaffali che incontra, di solito quelli dell’entrata e vicino alle colonnine informative, ci siano decine e decine di libri scritti in trilogia o tetralogie, su argomenti banali, forse più banali di quelli dei romanzi rosa. Si parla di quelle serie che si basano su storie amorose trite e ritrite, smontate e rimontate solo per cambiare leggermente la storia, ad esempio. Cosa spinge una persona ad assuefarsi a questi titoli?

Una prima risposta potrebbe essere quella della banale semplicità. Il fatto che l’intreccio di questi romanzi sia sempre identico, con qualche modifica nell’ambientazione che può essere più “goth” o più “reale” solitamente, rende la lettura non faticosa e scorrevole. Per chi non ha un grande interesse per la cultura, leggere questo tipo di romanzi potrebbe essere un ottimo modo per sfoggiare dunque una conoscenza profonda che in realtà non ha. Tuttavia, non tutti quelli che leggono questi titoli sono necessariamente poco colti: c’è anche una buona fetta di appassionati. Altro motivo che segue di pari passo la semplicità è il disimpegno. Un intreccio banale e senza risvolti morali, allegorici o secondari, per alcuni sarebbe un ottimo strumento per tenere impegnata la testa allo stesso tempo con disimpegno. Oltre al motivo della “passione” per il genere, che voglio sottolineare come sia assolutamente legittimo, gli altri due porterebbero a pensare che le persone, chi per scarsa cultura, chi per stanchezza, chi per poco tempo, non abbiano interesse ad avere letture “serie”. Il desiderio di avere un passatempo tranquillo sia tra i grandi che i piccoli, porta al consumo di un enorme numero di copie di questi romanzi e ad una continua creazione di nuove saghe. “Harry Potter” e “Twilight” furono due titoli pionieri del genere “teen” e di intrattenimento; la differenza tra questi e quelli che escono ultimamente e la qualità. Mentre infatti le opere di Rowling e Meyer avevano elementi di qualità e in qualche modo originali (il mix tra college story e magia da una parte e l’amore per il vampiro che sceglie di essere “buono” dall’altra), le ultime uscite sembrano essere una minestra riscaldata di qualche gossip amoroso già sentito. 

In conclusione questo “leggi e passa alla saga successiva completamente identica” rende il libro uno strumento “usa e getta” adatto al mondo delle “app”. E questa volta il libro non è meglio del film.

 

 

credits