La società nata con la rivoluzione industriale ed esplosa definitivamente nel secondo dopoguerra con un miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini occidentali e del loro potere d’acquisto, è tutta una continua battaglia tra più aziende e società che operano in uno stesso settore e devono quindi impegnarsi per accaparrarsi anche il più distratto dei compratori. Ma è tutto un gioco di invenzioni? No: la storia di Microsoft Corporation Apple Inc. ci insegna che fondamentale per il monopolio o duopolio – come in questo caso – di un determinato settore è il marketing e come si promuove il proprio prodotto.

WINDOWS CONTRO MAC OS X

La storia delle due aziende d’informatica statunitensi è pressoché parallela fin dall’anno della loro nascita: di un anno più vecchia Microsoft, fondata a Redmond con il nome di MITS (Micro Instrumentation and Telemetry System) da Bill Gates Paul Allen nel 1975, mentre Apple viene costituita da Steve Jobs Steve Wozniak a Cupertino nel 1976. Insomma, per loro la concorrenza era già nata. E non erano neanche le prime aziende di questo tipo ad essere presenti sul mercato, in quel momento dominato dall’italiana Olivetti. Ciò su cui puntarono entrambe le aziende era la realizzazione di personal computer che potessero usare un linguaggio di programmazione chiamato Basic, più facile e veloce nella realizzazione e più semplice nell’utilizzo per un fruitore. Ancora lontani, quindi, dai due sistemi operativi che hanno segnato la storia – e il dominio nel mercato mondiale – di queste aziende che ancora oggi costituiscono i loro punti di forza. Microsoft Windows Mac OS  nasceranno infatti rispettivamente nel 1985 e nel 1984: è infatti Jobs, con la sua Apple, a realizzare il primo vero personal computer della storia; mentre Windows 1.0 è rilasciato l’anno successivo.

Il primo Mac

Sappiamo, però, che praticamente dall’inizio il dominio del mercato – inteso come diffusione dei sistemi operativo – è sempre stato del sistema operativo di Redmond, che se oggi con Windows 10 ha poco da invidiare e per certi aspetti è anche superiore a Mac OS X, all’inizio le differenze qualitative tra i due software erano non poco significative. Che cosa, allora, ha permesso a Microsoft di dominare un mercato ancora oggi suo? Semplice, il marketing. Se, infatti, Apple ha sempre voluto realizzare non solo il suo OS, ma anche le componenti hardware del suo prodotto (quindi realizzando anche suoi computer), l’azienda di Bill Gates si è sempre posta come software house. Ha, cioè, venduto il suo prodotto ad altre aziende che realizzassero computer e macchinari in tutta la loro componentistica hardware a prezzi economici. E quindi, i PC con Windows sono sempre stati venduti anche a prezzi decisamente più bassi rispetto a quelli (troppo) alti di Steve Jobs. Ancora oggi, secondo NetMarketShare, la quota di mercato di Windows è nettamente superiore rispetto a quella di Apple – pur essendo in un periodo di flessione nelle vendite dei pc sia portatili che fissi: a gennaio del 2017 Windows detiene circa il 90% delle quote di mercato (con ancora Windows 7 a quasi il 50%, rispetto al nuovo Windows 10 al 25), contro Apple solamente al 4% di tutto il mercato. E questo perché il suo prodotto più economico parte da 999€, mentre i PC Windows si trovano tranquillamente anche a 200€. E non dimentichiamoci che un prodotto Windows a parità di prezzo col Mac meno costoso ha più potenza e capacità tecnica.

GLI SMARTPHONE PRIMA E DOPO IPHONE

Se c’è un evento che segna una svolta epocale non solo nel mondo dell’Informatica, ma anche in quello della vita di tutti giorni, è l’avvento di iPhone: il primo smartphone targato Apple.
Non che Apple abbia inventato qualcosa. Questo tipo di prodotto era già presente almeno dall’inizio degli anni 2000, e Microsoft aveva presentato la prima versione di un vero Windows Mobile nel 2003. Alcuni di questi speciali (e anche allora costosi) telefoni hanno segnato la storia della telefonia e della tecnologia: possiamo ricordare Sony Ericsson P800 HTC P3600. Erano dispositivi all’apparenza neanche troppo diversi da quelli odierni: schermi touch, connessione a internet, applicazioni, fotocamera, lettura di email. Ma tutto in una maniera che si potrebbe definire l’età arcaica degli smartphone.

Il Sony Ericsson P800

Oltre ad essere costosi, erano anche decisamente scomodi. Gli schermi, oltre ad essere piccoli e poco definiti – una scomodità maggiore in un OS come Windows Mobile dalle icone minuscole – avevano anche quello che viene chiamato touchscreen resistivo (vi ricordate il touch di Nintendo DS? Ecco, come quello). Erano infatti dotati di uno stilo sottile per premere le icone, azione altrimenti impossibile col solo uso delle dita come invece accade oggi. Le applicazioni, poi, oltre a non avere questo nome (erano dei programmi) non erano scaricabili da uno Store ma si doveva passare attraverso il computer ed erano pressoché tutte a pagamento. La connessione ad internet era scomoda e lenta e le fotografie avevano una qualità pessima. Ma le caratteristiche per realizzare il prodotto poi presentato da Apple c’erano tutte.

iPhone Edge di fianco all’ultimo modello, iPhone 7 Plus

Cosa aveva, quindi, di innovativo il tanto acclamato iPhone 2G (o EDGE) del 2007? In realtà non tantissimo, se non lo schermo capacitivo (quello che usiamo oggi). Il primo iPhone, che costava intorno ai 500$, non mandava MMS, aveva una fotocamera VGA e in quella bozza di iOS non era presente nemmeno l’App Store: tutto ciò sarebbe arrivato l’anno dopo, con il secondo iPhone della storia. Ma, intanto, Steve Jobs nella celeberrima presentazione aveva puntato sulla comunicazione, presentando iPhone come un prodotto che segnasse la svolta, creando un bisogno nuovo nelle persone, un trend o, per meglio dire, un brand. Ed ecco perché il primo iPhone ebbe successo sia negli USA sia all’estero, ed ecco perché già il suo successore, iPhone 3G ne ebbe ancora di più. Ed ecco perché Google con la creazione di Android abbia inseguito questa strada, per certi versi migliorandola (un esempio banale? Trasferire un qualsiasi file da computer ad iPhone prevede il passaggio di iTunes; mentre con un qualsiasi smartphone Android basta fare copia-incolla da una cartella a un’altra). Mentre Microsoft (e Nokia, leader nella produzione di telefoni anche smartphone) è rimasta indietro, arrivando a produrre un os mobile concorrenziale solamente nel 2011, quando da Windows Mobile 6 viene creato Windows Phone 7. Ma complice un mercato già diviso in due da Apple e Google e il fatto che né Microsoft né tantomeno gli investitori e creatori di applicazioni, il pur buon sistema mobile di Redmond non ha mai sfondato e dopo un momento di speranza, quando la sua diffusione in alcune Nazioni tra cui la nostra aveva toccato il 15-16%, si è arrivati ad oggi a una quota irrisoria che a stento tocca il 4%.

EVOLUZIONE

Se negli smartphone l’azienda di Bill Gates ha perso il suo stadio di terzo produttore effettivo, ha ampiamente recuperato in quello dei tablet grazie proprio a Windows 10, sistema operativo che nel 2015 ha sostituito Windows 8.1 creato per unificare PC, tablet e mobile (su quest’ultimo settore, Microsoft non ci ha proprio preso). I tablet sono la vera invenzione di Apple, che nel 2010 presenta il primo iPad seguita poi a ruota da Google. L’arrivo di Microsoft in questo settore è nel 2013 con Windows 8 e il primo Surface, prodotto innovativo perché primo 2 in 1 della storia, anche se a causa di caratteristiche hardware (peso, batteria, eccessivo calore) e software (Windows 8 non fu mai apprezzato per la poca intuitività) questo prodotto non ebbe molto successo.

iPad pro del 2017

Tuttavia, l’arrivo di un sistema operativo Windows ottimizzato per i tablet, come già comunque era Windows 8, ha tarpato le ali ai tablet Android, privandoli del loro già poco senso di esistere. Se, infatti, iPad e i 2in1 Windows proponevano modalità di utilizzo in modo da sostituire in alcuni casi anche un Computer (soprattutto quelli con Windows grazie alla presenza natìa dei prodotti Office come Word e Power Point e le tastiere fisiche per scrivere già incluse in molti casi), i tablet Android si sono sempre posti più come dei “telefononi“, ovvero telefoni ingranditi con le icone eccessivamente grandi che più da strumento di svago sul divano o sul letto prima di addormentarsi non erano nient’altro. E quindi, anche il mercato dei tablet è, ancora una volta, un duopolio di Microsoft e Apple.

Microsoft Surface

Insomma, dove vince una perde l’altra: ma queste due aziende significano opportunità di lavoro per molti, soprattutto giovani (il caso di Microsoft House a Milano è un ottimo esempio) e investimento nella tecnologia. Se Microsoft con Hololens ha realizzato un primo e vero esperimento riuscito di realtà aumentata e olografica dopo il fallimento dei Google Glass, Apple si sta cimentando addirittura nel settore automobilistico. Dove andranno queste due aziende eccezionali non possiamo saperlo. Quel che ci auguriamo è che continuino ad essere fonte di ispirazione e di possibilità alla creatività di molte menti geniali che arrivano da tutto il mondo.

Gli occhiali Hololens di Microsoft

FONTI:

IMMAGINI: Pinterest.