Solitamente i personaggi secondari fanno solo da contorno, finendo talvolta brevemente al centro dell’attenzione. Può anche capitare che queste brevi situazioni si susseguano e il personaggio diventi sempre meno secondario. In Harry Potter è il percorso di Neville Longbottom.

All’inizio della saga, Neville viene infatti descritto come paffuto e timido. Tanto che inizialmente nella versione italiana il cognome era reso con Paciock. Alla fine invece Neville sarà non solo tra i più coraggiosi amici di Harry, ma anche determinante per la sconfitta di Voldemort. L’evoluzione di Neville è una delle caratteristiche più interessanti della saga nonché una sorprendente evoluzione narrativa.

Dapprima Neville ricopre un ruolo quasi di macchietta, suscita ilarità. Fin dalla prima apparizione, quando sul binario 9 3/4 ha perso per l’ennesima volta il ranocchio:

“Harry passed a round-faced boy who was saying ‘Gran I’ve lost my toad again’ ‘Oh Neville’, he heard the old woman sigh”

(J.K.Rowling “Harry Potter e la pietra filosofale” cap. I)

Stranamente però il giovane mago viene smistato nei Grifondoro, cosa che lo terrorizza pensando di non essere adatto a una casa legata al coraggio. Come ben sappiamo il Cappello Pensatore invece conferma la sua iniziale scelta, il che lascerà perplesso sia il giovane mago che i lettori data la fama di coraggiosi legata alla casa.

Il coraggio Neville tenta di mostrarlo da subito soprattutto quando tenta di impedire a Ron, Harry ed Hermione di uscire dalla torre di Grifondoro di notte, non vi riuscirà grazie a un incantesimo di Hermione. Quindi ancora una volta il personaggio è suo malgrado impacciato e comico.

Piano a piano il lettore si affeziona anche a questo personaggio in un misto tra comicità e solidarietà. Come quando nel secondo capitolo de “Harry Potter e la Camera dei segreti” fa un disastro con la pozione finendo coperto di bolle, e facendo infuriare Piton.

La tenerezza nei confronti di Neville si ha poi in particolare nel leggere che è stato allevato dalla nonna Augusta. Il lettore è portato a pensare sia dovuto alla morte dei genitori.  La drammatica realtà verrà intuita da Harry nel terzo libro e scoperta nel quinto quando Harry, Ron ed Hermione incontreranno il compagno nell’ospedale di St.Mungo. Si scoprirà così che i genitori di Neville, Frank e Alice, sono vivi. Tuttavia a causa di torture e malefici, subiti da Bellatrix e altri seguaci di Voldemort, sono letteralmente impazziti. La scena descritta è una delle più commoventi della saga, raggiungendo l’apice quando si scopre che la coppia non riconosce neanche il proprio figlio.

Proprio da questa situazione ha origine una svolta. Nel quinto libro, “Harry Potter e l’Ordine della Fenice”, Neville comincia infatti ad acquisire più sicurezza, ed è come animato da una specie di vendetta, ovviamente nei confronti di Bellatrix. Così si assiste a un inaspettato miglioramento del mago per quanto riguarda gli incantesimi. Nel settimo capitolo durante il primo incontro dell’ Esercito di Silente per la prima volta riesce a compiere un Expelliarmus correttamente.

L’audacia di Neville aumenterà poi quando sarà il primo ad offrirsi di accompagnare Harry al Ministero della Magia per salvare Sirius Black, dove lo aiuterà contro cinque Mangiamorte. Qui sarà poi torturato da Bellatrix, ma Neville resiste. Oltretutto implora Harry di non consegnare la profezia di Sibilla Cooman.

Una volta arrivato ad Hogwarts Harry scopre il contenuto della profezia riguardante Voldemort e il prescelto per sconfiggerlo. Si scopre così che quest’ultimo avrebbe potuto essere anche lo stesso Neville, che nel frattempo sta dimostrando sempre di più le doti e il coraggio nascosti.  Fino alla seconda battaglia di Hogwarts quando, nonostante le torture, rifiuterà l’invito di Voldemort di unirsi a lui con l’ormai iconica frase “mi unirò a te quando l’inferno gelerà”. Non solo uccide l’ultimo Horcrux, ovvero Nagini, con la spada di Grifondoro, ma pronuncia anche un breve ma intenso discorso.

                    “Non importa che Harry non ci sia più. Le persone muoiono tutti i giorni. Amici e familiari. Si, noi abbiamo perso Harry stanotte. Ma è ancora qui con noi, qui. Così come Fred, Remus, Tonks… non sono morti invano. Ma TU lo farai. Perché hai torto! Il cuore di Harry ha battuto per noi ! Per tutti noi! Non è finita!”. (J.K.Rowling “Harry Potter e i doni della morte”).”

Fonti: J.K.Rowling “Harry Potter”

 

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