08:34 am
14 dicembre 2017

Corea del Nord, una minaccia nucleare vera… o presunta

Corea del Nord, una minaccia nucleare vera… o presunta

La Corea del Nord è l’ultimo baluardo comunista, e l’ultimo paese ad applicare la dottrina in modo così rigido. A vederlo dall’esterno sembra un luogo di fantasia, con monumenti inneggianti alla rivoluzione e piazze grandissime gremite di persone che ordinatamente festeggiano o piangono a comando. Ma è più che mai reale. Fu Kim Il Sung, presidente eterno e nonno di Kim Jong un a dare inizio a tutto. Egli fu un combattente anti imperialista durante l’occupazione giapponese in Corea, e fu costretto a scappare prima in Cina e poi i URSS. Stimato dai sovietici per le sue idee socialiste e le capacità in battaglia dopo la fine della seconda guerra mondiale e l’occupazione da parte dell’armata rossa della penisola, fu messo a capo del paese.

In realtà, parlare di comunismo in questo caso è limitativo, poiché il regime presenta delle peculiarità che lo rendono distante dal marxismo. L’ideologia ufficiale si chiama juche ed è opera di Kim Il-sung: una sorta di culto della personalità che è diventata una vera e propria religione. Il leader eterno è morto nel 1994 ma continua a essere lui il capo di stato, la guida suprema. Intorno alla dinastia dei Kim c’è un’aura divina, e loro sono le divinità protettrici del popolo.

Questa strana ed assurda realtà è sopravvissuta inizialmente grazie alla protezione ed il supporto economico russo, poi dopo il 1989 grazie agli aiuti dei cinesi. Ma ultimamente Pechino si è allontanata da Pyongyang, e per continuare a resistere alla minaccia imperialista i coreani hanno bisogno di cambiare rotta. Dal punto di vista economico, attualmente, una buona parte di fondi proviene dall’esportazione del carbone.  Un’altra voce importante è l’esportazione di forza lavoro, cioè di operai che vengono inviati nei grandi cantieri del mondo ed il cui salario viene incassato dallo stato. Un’altra ancora è la vendita su scala mondiale di meta anfetamine. Tutti business discutibili.

Ma Kim Jong per continuare a tenere saldo il potere interno ha bisogno di tensioni esterne. Certamente il regime è stabile, ma tenendo il popolo costantemente sulla soglia della fame c’è bisogno di un obbiettivo che compatti il paese, in questo caso la guerra contro l’America.

Tuttavia i dubbi al riguardo sono molti, innanzitutto la sua effettiva potenza militare. La Corea del Nord è veramente in grado di colpire gli USA con testate nucleari? E qualora lo fosse, perchè dichiarare preventivamente il preciso obiettivo del bombardamento – la base di Guam – dando così un vantaggio tattico al nemico? In questa partita di poker piena di bluff dove la posta in palio è il destino del mondo, la Cina potrebbe avere un asso nella manica. Ufficialmente condanna il dittatore, ma la politica ci ha insegnato che bisogna guardare oltre la facciata.

Fonti: www.linkiesta.it; news.vice.com; droghe.aduc.it; www.lastampa.it

Images: copertina

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