Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato,anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo.Li.Ta.”

Così inizia Lolita, il grande romanzo letterario di Vladimir Nabokov. Per approfondire http://losbuffo.com/2016/09/30/lolita/ 

Ninfette, sono le pre adolescenti di cui Humbert Humbert s’infatua costantemente, questa figura femminile non ancora matura che accende di passione il protagonista, per i suoi modi da bambina e allo stesso tempo per la malizia fanciullesca di una ragazzina di 12 anni.

Lolita diventa un film, prima firmato Stanley Kubrick (1962), poi rivisitato da Adrian Lyne (1997).

Nel mondo dell’arte invece, dopo una ricerca su questa fanciulla dall’ingenua sensualità, ho trovato la storia del pittore francese di origine polacca Baltuhs il cui vero nome è Balthasar Kłossowski de Rola.

I suoi dipinti e le sue polaroid hanno dettato scandalo, uno scandalo molto recente, nel 2014 in Germania viene annullata dal direttore del museo una mostra di polaroid del pittore per sospetta pedofilia.

Giovani fanciulle, ritratte in diverse pose, annoiate con le gambe semi-aperte su di un divano, chinate sul pavimento, gatti con ragazzine dalle gonne alzate che lasciano intravedere la biancheria intima.

Diverse le bambine/ragazze con cui l’artista ha lavorato rendendole proprie muse, Anna dagli 8 ai 16 anni posa per il pittore ogni mercoledì , racconta che Balthus amava osservarla e guardare con lei la sua telenovela preferita. Un immersione totale nel mondo della sua Lolita, forse per capirla e per poter ritrarre il suo mondo a pieno.

 

Thèrèse, modella undicenne musa degli anni d’oro del pittore, nei dipinti si mostra assorta, mai sorridente, e, quando a Balthus viene fatta notare la malizia dei suoi dipinti che raffigurano la ragazza, lui si difende dicendo che

“ la malizia è solo negli occhi di chi guarda”.

I dipinti all’inizio del suo lavoro pittorico non destarono molto scalpore, non venne etichettato come pedofilo, i quadri in qualche modo, mascheravano in un alone di colori la malizia che invece ha iniziato a trasparire con le polaroid che Balthus usava per i suoi studi, quando ormai 70 enne faticava a dipingere dal vivo. Le foto assumono un ruolo rivelatrice, mostrano la passione del pittore per queste giovani inconsapevoli Lolite.

Balthus rifiuta ogni accusa e anche ogni accostamento con Vladimir Nabokov, “Girl with a cat” compare sulla copertina di Lolita dell’edizione Penguin, lui si inalberò molto, non voleva assolutamente quel confronto.

Il pittore difendeva la sua arte e le sue fanciulle da un mondo che vede malizia in ogni dove, oppure, si nascondeva dietro la su arte per nascondere una passione di cui vergognarsi?

A voi lettori il giudizio.

 

Credits:

fonti: studio da parte dell’autrice

foto: www.pinterest.com