Poco più di 10 anni fa l’entrata della Turchia nell’Unione Europea era oggetto di accesi dibattiti e il fatto che l’UE potesse accogliere un membro nella sua già numerosa famiglia sembrava un’ipotesi quantomeno da prendere in considerazione. Il paese, che già dagli anni ’60  aveva avanzato richieste a questo proposito, aveva preso provvedimenti volti a rientrare nei parametri europei: un maggiore riconoscimento dei diritti della minoranza curda nel 2003 e l’abolizione della pena di morte nel 2004.

Gettando un occhio a quello che la Turchia oggi è diventata sembra veramente impossibile che in pochi anni siano stati fatti così tanti passi indietro. Il Presidente Erdogan, infatti, sta lentamente trasformando il paese in una dittatura, assumendo su di sé il controllo delle istituzioni politiche e culturali.

Il Presidente Erdogan

Con la vittoria del SI al referendum dello scorso aprile il popolo turco ha acconsentito (anche se forti sono i dubbi che le votazioni siano state completamente “pulite”) al notevole ampliamento dell’autorità del Presidente della Repubblica, che di fatto assume il controllo dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario e, in situazioni di emergenza, ha il diritto di limitare o addirittura sospendere le libertà fondamentali dei propri cittadini. Inoltre, negli ultimi mesi Erdogan ha deciso di rinchiudere e incarcerare migliaia di giornalisti e oppositori politici, nonché dipendenti pubblici, insegnanti e professori, assumendosi anche il compito di nominare personalmente i rettori delle università.

Ed ecco l’ultima novità: Alpaslan Durmuş, ministro dell’istruzione turco ha annunciato che dal 2019 in Turchia non sarà più insegnata la teoria dell’evoluzione di Darwin, almeno nelle scuole superiori, poiché essa viene considerata “al di là della comprensione degli studenti”. L’intenzione è quella di dare invece maggiore spazio a scienziati musulmani e turchi ed eliminare, in generale, l’approccio “eurocentrico” dei programmi scolastici. Una trasformazione davvero sorprendente che non è ancora terminata: Erdogan ha manifestato l’intenzione di indire a breve un altro referendum, volto proprio a valutare la reintroduzione della pena di morte.

In soli dieci anni la Turchia si è trasformata da potenziale alleato a potenziale nemico dell’Unione Europea, rifiutando gli ideali di laicità, democrazia e rispetto dei diritti umani che sono alla base di questa istituzione. Un potenziale nemico che l’occidente farebbe bene a tenere d’occhio.

FONTI: www.ilpost.it, www.repubblica.it

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