Non è poi in fondo sbagliata l’affermazione di Lavoisier che nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. È una regola che vale per la chimica così come per i rifiuti e per l’arte.

La frase sembra descrivere alla perfezione anche ReSources, la mostra tenuta dall’artista cileno Luis Alfonso Monje presso lo Spazio Ex-Fornace di Milano e conclusasi recentemente.

In realtà non è appropriato etichettare ReSources una “mostra” quanto un work in progress. Un lavoro senza inizio e senza fine che ha portato l’artista a raccogliere in un anno di vita a Milano rifiuti, o meglio gli scarti della società industriale, per poi riproporli davanti agli occhi del visitatore.

Bottiglie, un mouse, una piccola tigre, qua e là sparse delle boccette di profumo, scatolette di tonno, plastica e vetro tutto si estende geometricamente disposto su un telo verde acido, tutto interamente coperto dalla pittura verde. Si può portare a casa l’oggetto che si vuole, è possibile prenderne un altro dal mucchio e cominciare a pitturarlo oppure si può calpestare il tappeto, camminando tra gli oggetti. Ciò che si trova sul telo è ciò che i visitatori hanno riportato in vita dal cumulo di rifiuti, giorno dopo giorno, per una settimana.

L’intento è dare una seconda possibilità agli oggetti che hanno popolato un breve frammento della nostra vita in modo che possano essere ripensati, ricreati e ricostruiti con il potere della creatività. Il rifiuto non viene gettato ma esposto per poi circolare nuovamente nelle nostre case sotto forma di qualcosa di diverso da come eravamo soliti conoscerlo. Si scopre così che la creatività può nascondersi dentro il visitatore più inaspettato come un’anziana signora novantenne con l’abilità di costruire piccole graziose biciclette con gli occhiali rotti.

L’idea dell’artista di mettere in moto una catena di riciclo artistica è stata approvata per la prima volta a Milano dalla Commissione Cultura di Zona 6 e verrà presto replicata in Nepal. È stata determinante anche la partecipazione e il coinvolgimento dei bambini che in gruppo hanno popolato la sala dell’Ex-Fornace armati di colori, pennelli e fantasia a testimonianza che nessuno meglio delle nuove generazioni è in grado di insegnare al mondo che nulla si distrugge ma tutto si può trasformare.

 

Credits:

fonti: http://creativeflaneur.com/

foto: www.pinterest.com

 

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