Troye Sivan è un cantante australiano diventato famoso grazie al proprio canale YouTube. Nel 2007, a soli 12 anni, è uscito il suo EP d’esordio Dare To Dream, seguito nel 2014 da TRXYE e l’anno dopo da Wild, preludio dell’album di debutto Blue Neighbourhood uscito a fine 2015.

Troye è dichiaratamente omosessuale (ha fatto coming out con un video postato nel 2013) e nei video delle sue canzoni ci sono spesso personaggi appartenenti alla comunità LGBTQIA. È il caso ad esempio di una trilogia di video (Wild, Fools e Talk Me Down) che raccontano la storia d’amore segreta di due ragazzi adolescenti.

In particolare, nell’album c’è un brano intitolato Heaven scritto con Alex Hope, Jack Antonoff (che l’ha anche prodotto) e Grimes e che vede anche la partecipazione della cantante australiana Betty Who. Questa traccia è stata scelta come quarto singolo e il video è stato rilasciato lo scorso 20 gennaio, giorno dell’insediamento alla Casa Bianca del nuovo Presidente Donald Trump: perché?

Il video, interamente in bianco e nero, è un inno all’amore LGBTQIA e alterna filmati che celebrano i risultati ottenuti dalla comunità in decenni di lotte a scene di Troye abbracciato ad un altro ragazzo. Su YouTube nella descrizione del video oltre al testo della canzone l’artista ha scritto questo messaggio:

We have always been here. we will always be here. This video is dedicated to all who’ve come before me and fought for our cause and those who now continue the fight. In dark and light times, let’s love forever. Love, Troye x”.

Si tratta di un brano molto toccante e sincero che racconta la lotta interiore di chi si rende conto di essere in qualche modo “diverso” dagli altri, diverso in un modo che tanti bollano come sbagliato, addirittura come una colpa o un peccato terribile. È la riflessione di una persona che si sente tirata in due direzioni opposte: il proprio cuore vorrebbe una cosa, ma la mente, la società, il modo in cui è sempre cresciuta affermano che ciò che il cuore vuole non vada bene. Dopo molto tormento quella domanda “senza perdere/cambiare una parte di me, come faccio ad arrivare in Paradiso?” diventa “se sto perdendo una parte di me, forse non voglio il Paradiso?” a segnalare che l’autore ha finalmente fatto pace con quella parte di se stesso che ha cercato di rinnegare e nascondere a lungo.

Il tema della comprensione e accettazione di sé è sempre più al centro della nostra società e tutti ci auguriamo che un giorno nessuno debba più sentirsi come se stesse perdendo tutto il proprio tempo pensando che il proprio cuore si sbagli: l’amore è amore, e basta.

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