Caspar David Friedrich (Greifswald, 1774- Dresda, 1840) è il pittore tedesco che per primo entrò nel clima del romanticismo tedesco. La Germania ebbe un ruolo fondamentale nella definizione delle teorie romantiche sia grazie ai movimenti letterari quali lo «Sturm and Drung» sia grazie all’opera di alcuni pensatori e filosofi quali von Schlegel e Schelling.

L’artista, uno dei più importanti rappresentanti del «paesaggio simbolico», basava la sua pittura su un’attenta osservazione dei paesaggi della Germania e soprattutto dei loro effetti di luce. Egli considerava il paesaggio naturale come opera divina e le sue raffigurazioni ritraevano sempre momenti particolari come l’alba, il tramonto o frangenti di una tempesta.

pala di Tetschen

La prima opera che lo rese noto fu la Croce sulla montagna o pala di Tetschen, del 1808. Questa pala d’altare è composta unicamente da un paesaggio di montagne in chiave di immagine religiosa, su cui si staglia il segno nero di una croce sulla quali si intravede una figura crocefissa; la natura è intesa come opera divina, in cui la presenza della croce serve principalmente ad elevare il nostro pensiero a Dio.

Abbazia in una foresta di querce

Nel 1810 realizza il quadro Abtei im Eichwald (Abbazia in una foresta di querce). Il soggetto è un’antica chiesa in rovina collocata in un paesaggio essenzialmente luminoso, ma ambiguo, poiché non lascia intendere se tale luce è di alba o tramonto. La rappresentazione viene arricchita con l’inserimento di un corteo funebre e dalla presenza di una croce, o meglio i resti di una croce piantata nella neve, e il rito diventa una cerimonia ambientata in uno sfondo che non infonde paura ma riflessiva spiritualità. Un quadro che emoziona soprattutto per la sua misteriosa scenografia che ricorda un romanzo gotico con nessun elemento oscuro.

Il viandante sul mare di nebbia

Nel 1817 realizza Der Wanderer über dem Nebelmeer (Il viandante sul mare di nebbia) in cui possiamo notare come
Friedrich amava ritrarre i suoi personaggi di spalle e, nel fare ciò, dimostrava un’originalità fuori dal comune e dalla tradizione. In questo quadro il suo personaggio, forse il più famoso, guarda un minaccioso spettacolo della natura che mette i brividi. Un orizzonte infinito, un paesaggio affascinante, ma ostile, un senso di inadeguatezza rispetto all’universo. Il quadro, manifesto della pittura romantica, toglie il respiro e fa sì che lo spettatore provi una sorta di sublime paura.

Le scegliere di gesso di Rugen

L’anno successivo, nel 1818, troviamo Die Kreidefelsen auf Rügen (Le scogliere di gesso di Rügen): sui margini di questo struggente quadro si possono individuare tre personaggi, due uomini e una donna e al centro una porzione di mare, i cui colori vanno da un verde scuro attraverso un blu intenso, nel quale si distinguono due minuscole barche, fino a un rosa pallido. I tre personaggi possono rappresentare tre modi diversi di reagire alla natura: l’uomo al centro si inchina, sopraffatto, davanti allo spettacolo della natura che gli si offre, sembra quasi che volesse baciare la terra. L’uomo a destra preferisce osservare il mare infinito in silenziosa contemplazione, mentre la donna a sinistra sembra sorpresa e preoccupata del gesto dell’uomo al centro che evidentemente non riesce a controllare le sue emozioni. Le bianche scogliere sembrano impedire la vista agli spettatori, ma costituiscono anche una protezione verso quell’infinito, che non si riesce proprio a raggiungere.

Caspar David Friedrich colpisce soprattutto per il senso di inferiorità percepito dalle sue figure umane rispetto alla natura, calma o impetuosa e sempre misteriosa.

Fonti:

http://www.viaggio-in-germania.de

http://www.francescomorante.it

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