Amore, perdita, violenza, abuso, femminilità sono solo alcune delle tematiche affrontate in Milk and Honey, raccolta di poesie e illustrazioni realizzata da Rupi Kaur, la giovane poetessa indiana che sta facendo parlare di sé il mondo intero.

 

Se la poesia è emozione, palpito o pura espressione dell’anima, questa raccolta non può che essere considerata una reale esperienza di vita. Ogni poesia di Kaur pesa come un macigno e taglia come la lama di un bisturi. I versi, che raccontano di vicissitudini umane di dolore e rinascita, di amore e perdita, di ferite e guarigioni, hanno origine nella storia personale della poetessa, ma possono essere adattabili alla vita di qualsiasi essere umano.

La sofferenza, il dolore, la paura sono esperienze umane estremamente democratiche: spogliano e disarmano, accomunando l’umanità intera. Ciò che colpisce maggiormente delle poesie in questione è la capacità di ferire e guarire allo stesso tempo; feriscono perché narrano di una sofferenza nella quale ci si può riconoscere e guariscono perché nascondono sempre un messaggio di speranza. Sono descrizioni di dolore e di violenza che si trasformano in arringhe a favore dell’amore o in veri e propri inni alla vita, alla felicità e all’accettazione di sé.

Se Milk and Honey riesce a lasciare un segno, a farsi sentire come limone sulle ferite non è solo per via della potenza delle tematiche affrontate ma anche grazie allo stile asciutto, schietto. Non ci sono fronzoli, né metafore complesse, versi arzigogolati e ripetizioni innaturali. Tutto è estremamente istintivo, naturale, fluido. Le poesie sono sempre (o quasi) molto brevi; per questo rimangono in testa come fossero mantra da ripetersi per imparare ad amarsi e a sopravvivere alla violenza della quotidianità. A renderle ancora più efficaci è il connubio con le illustrazioni minimali realizzate dalla stessa Rupi, che dimostra con un’unica opera di essere un’artista eclettica dal talento smisurato.

I componimenti sono stati suddivisi in quattro sezioni (il ferire, l’amare, lo spezzare, il guarire) che affrontano momenti differenti della vita dell’autrice e fanno luce su diverse sfaccettature dei suoi sentimenti. Analizziamole singolarmente:

Nella prima sezione, intitolata Il Ferire (The Hurting nella versione inglese) Rupi Kaur volge lo sguardo alla sua infanzia che fu irreversibilmente segnata da violenze e abusi famigliari. Conseguentemente, in questa sezione d’apertura, emergono ritratti poetici di donne oppresse, schiavizzate, zittite e annullate. L’identità femminile ivi descritta è educata e abituata a abbassare la testa, a mettere da parte le proprie velleità, i propri sogni, le proprie speranze. È schiava della propria consapevolezza di non essere niente, se non carne da toccare con mani bramose di piacere. Più volte, inoltre, ricorre un io poetico abusato e violato dagli uomini della propria famiglia che prendono senza chiedere, lasciando ferite che difficilmente riusciranno ad essere risanate. Ne Il Ferire c’è spazio anche per versi dedicati alla figura paterna che è però una figura assente, nemica e schiava della dipendenza dall’alcool. A tutti i padri del mondo la poetessa ricorda di educare le proprie figlie all’amore proprio, affinché da adulte riusciranno ad evitare di cedere a chi promette amore e dona invece soltanto violenza. I corpi qui descritti e dipinti sono corpi nudi sbattuti e abusati, corpi che non conoscono le carezze, che hanno esperito solo l’inferno dei lividi, corpi che conoscono il sesso più crudo e violento, ma ai quali l’orgasmo d’amore ancora non è stato svelato. Nonostante la schiettezza e la crudezza di questi versi, l’intera sezione nasconde un insegnamento positivo: sebbene la violenza possa frantumare l’anima in una moltitudine di cocci minuscoli, essa non potrà mai annientarla completamente. Ogni essere umano può essere sufficientemente forte da superare le ondate di violenza, basta soltanto rispondere alle spine con le rose o versare sulle lame più taglienti il miele più dolce a disposizione.

L’Amare (The Loving) affronta una tematica di gran lunga differente rispetto a quella della prima sezione. L’amore è qui il protagonista indiscusso: c’è l’amore incondizionato dei genitori, quello disarmante che strozza il fiato e lascia senza parole, l’amore passionale che divarica le gambe e poi ancora l’amore libero che profuma di rivoluzione (“ogni rivoluzione/inizia e finisce/ con le sue labbra”), quello per la scrittura che è necessità, devozione, vocazione e l’amore per se stessi che è il più importante di tutti.

In Lo Spezzare si torna a toni e tematiche più cupe. L’amore potente e totalizzante della sezione precedente si è esaurito, lasciando soltanto fumo, cenere e malinconia. Kaur spende le sue parole per descrivere nuovamente sentimenti di tormento e inquietudine. L’io poetico è stato abbandonato o è stato costretto a lasciare, ma continua a indugiare sul pensiero dell’uomo amato. Viene indagata, in questa sezione, l’esperienza della solitudine, vengono analizzate a microscopio le lacrime spese per la delusione, vengono dati consigli di rinascita, vademecum per superare il vuoto totale che soltanto la fine di un amore può lasciare.

L’ultima sezione è La Guarigione (The Healing), dove c’è un necessario percorso di rinascita e sutura. Nei versi di questa sezione c’è il desiderio di ricominciare da capo dopo la delusione, c’è la consapevolezza che non c’è posto migliore per ripartire che il proprio cuore. Amare se stessi e le proprie contraddizioni è l’unica soluzione possibile per risorgere mitologicamente dalle ceneri. La guarigione avviene solo quando ci si rende conto che il dolore è un’esperienza che permette all’animo umano di cambiare pelle, di crescere, di maturare. Le ferite scompaiono solo quando diamo il giusto valore all’oro che portiamo dentro e capiamo di essere diamanti anche se immersi nel fango.

Milk and Honey permette di sezionare il cuore umano dopo che esso è stato colpito, affogato, picchiato o calpestato, di analizzare le esperienze del dolore e della guarigione, della caduta e della conseguente rinascita. Masticando e digerendo i versi asciutti di Rupi Kaur si capisce quanto la scrittura di questi sia stata terapeutica per la poetessa che dopo aver superato le personali tormente del cuore, prova a raccontare e insegnare a chi legge che è possibile sopravvivere al dolore, cercando nelle proprie profondità tutta la dolcezza del latte e del miele.

Crediti immagini: Immagine copertina, Immagine 1, Immagine 2

Fonti: Sito Ufficiale di Rupi Kaur (https://www.rupikaur.com/milkandhoney/)