Charlotte Salomon è un’artista poco nota in Italia, ma di grande talento artistico e con una tragica esperienza di vita che si riflette nelle sue creazioni.

Charlotte è una ragazza ebrea, nata a Berlino il 16 aprile 1917, da una famiglia agiata, il padre è medico universitario, la madre una musicista. La vita di Charlotte è costellata da terribili tragedie, delle quali la più lampante è l’incubo nazista.

Quando ha nove anni, la madre muore. I parenti le raccontano che si è spenta a causa di una malattia, ma più tardi scoprirà che non è così.

Intanto Charlotte si avvicina all’arte negli anni del liceo, e subito dopo viene ammessa all’Accademia di Belle Arti di Berlino, che frequenta dal 1935 al 1938. È l’unica studentessa ebrea ad essere accettata. Non riesce tuttavia a portare a termine il percorso di studi a causa delle persecuzioni e del clima antisemita che si è acceso in Germania, dove Hitler è salito al potere nel 1933.

 

Nel 1936 il padre viene internato in un campo di concentramento e Charlotte viene mandata in Francia, a Villefranche-sur-Mer, a stare dai nonni materni. La permanenza è difficile: la nonna soffre di depressione e nel 1940 si toglie la vita.

A questo punto la vita di Charlotte viene ulteriormente sconvolta: il nonno le rivela ciò che le era stato accuratamente nascosto fino a quel momento. Sua madre non è morta di malattia, ma si è gettata dalla finestra. Anche la zia di Charlotte, da cui lei ha preso il nome, si è uccisa.

Le tavole riguardanti queste rivelazioni sono strazianti. Il volto del nonno con lo sguardo vacuo si ripete nello stesso dipinto più volte, circondato dalle sue terribili parole, saturando lo spazio della tela. In una si legge:

 

Ma il caso peggiore è la madre di tua nonna. Per otto anni ha cercato ogni giorno di sfuggire ai controlli delle infermiere per togliersi la vita.”

Inoltre, nel 1941 Charlotte e il nonno vengono internati nel campo di Gurs, venendo rilasciati dopo poco. Questo evento, unito a tutte le precedenti tragedie che l’hanno colpita, inducono Charlotte ad iniziare un lavoro monumentale.

È la nascita di Lieben oder Theater? (Vita o teatro?), opera immensa e di estremo impatto emotivo. Si tratta di 1325 dipinti, schizzi, veline e disegni, che raccontano la vita travagliata dell’artista. Lei stessa è la protagonista del racconto, insieme ai suoi parenti, amici e conoscenti. L’opera si compone di disegni, ritratti, dialoghi, musiche, ed è concepita come una pièce teatrale, divisa in un prologo, un racconto in più parti e una conclusione.

Charlotte seleziona circa 800 delle 1000 tempere, che vanno a costituire la versione definitiva dell’opera.

Nel 1943 sposa Alexander Nagler, poco dopo entrambi vengono catturati dalla Gestapo e rinchiusi ad Auschwitz. Charlotte viene uccisa a 26 anni, incinta di alcuni mesi.

La sua immensa opera è sopravvissuta grazie all’attenzione delle persone a cui è stata affidata nel corso degli anni, e successivamente delle istituzioni museali. Oggi è conservata presso il Jewish Historical Museum di Amsterdam, a cura della Fondazione Charlotte Salomon, che la custodisce dal 1971.

L’incredibile forza narrativa, la pennellata spezzata e i colori contrastanti delle tavole portano in scena il dramma e le difficoltà vissuti dalla giovane donna, che in soli due anni di lavoro è riuscita a creare un’opera di tale potenza e ricchezza narrativa da lascia lo spettatore letteralmente senza fiato.

 

Credits:

-Fonte: http://www.palazzorealemilano.it/wps/portal/luogo/palazzoreale/mostre/inCorso/CHARLOTTE_SALOMON

-Fonti fotografiche: https://it.pinterest.com/

-Crediti immagini: Charlotte Salomon Foundation