Il 22 ottobre 2012 uscì Red, quarto album della cantante americana Taylor Swift che la consacrò definitivamente come popstar a tutti gli effetti dopo gli inizi country. L’album ricevette due nomination ai Grammy del 2014 e debuttò al primo posto nella Billboard 200, vendendo più di un milione di copie durante la prima settimana.

L’album tratta ancora una volta i temi che hanno reso famosa la Swift, l’amore e le sofferenze che esso provoca, ma il tutto è affrontato in modo ancora più sentito e diretto. La canzone che ha dato il titolo al disco, “Red” appunto, riassume perfettamente il turbinio di emozioni che si provano durante una storia d’amore travolgente che finisce male ed è proprio questo il filo conduttore che lega la maggior parte delle tracce: le emozioni così intense da essere “rosse”.

La traccia d’apertura, “State of Grace“, funge sia da introduzione sia da conclusione a tutto il disco e parla delle infinite possibilità che sembrano aprirsi davanti ai nostri occhi all’inizio di una nuova relazione: tutto sembra nuovo e migliore, tutto sembra possibile, si tratta di un vero e proprio “stato di grazia”. Allo stesso tempo, però, l’autrice è consapevole del fatto che l’amore sia un’esperienza che cambia profondamente chi la vive e che questo sia molto pericoloso. In questo brano è infatti contenuta la frase che racchiude un po’ tutto il senso dell’album: love is a ruthless game / unless you play it good and right.

Famosissime sono diventate le hit “I Knew You Were Trouble” e “We Are Never Ever Getting Back Together che parlano di relazioni ormai finite: nel primo caso la cantante si colpevolizza per essere cascata nella “trappola” del proprio ex pur sapendo che le cose sarebbero andate a finire male, mentre nel secondo finalmente si decide a rompere definitivamente i legami con una persona che cercava costantemente di farla sentire inferiore. Entrambe le canzoni hanno un tono in parte sarcastico, caratteristica che ritorna in molti brani della postar americana.

L’album contiene anche numerose tracce che potremmo definire dal sapore agrodolce. Si tratta di canzoni che parlano di storie d’amore senza lieto fine, ma oltre alla tristezza provocata dalla fine della relazione sentimentale è possibile percepire quel bizzarro senso di felicità che riaffiora insieme ai ricordi nostalgici. Ciò è forse più evidente in brani come “Sad Beautiful Tragic” e “All Too Well“. In particolare quest’ultima, da molti considerata una delle canzoni più belle scritte da Taylor, ripercorre tanti piccoli momenti vissuti durante la relazione, sottolineando come li ricordi ancora perfettamente e come ciò le provochi ancora dolore.

Particolarmente apprezzabili sono i due brani che racchiudono “Sad Beautiful Tragic. Il primo, “Holy Ground“, come dice il testo stesso, invoglia a ballare in memoria del passato, finalmente liberi dal senso di tristezza e vuoto provocato dai rimpianti su ciò che avrebbe potuto essere se le cose fossero andate in modo diverso. L’altro è “The Lucky One che racconta la storia di una celebrità ritiratasi a vita privata dopo esser stata esposta ai media e tutte le loro dicerie: Taylor all’inizio non comprendeva questa decisione, ma ora che si ritrova in una situazione simile è in grado di farlo. È una canzone sul prezzo della fama, sul timore che dopo aver realizzato il proprio sogno esso si tramuti in un incubo da cui voler fuggire.

Tra le 16 tracce da cui è composto Red troviamo anche due collaborazioni: “The Last Time” (con Gary Lightbody degli Snow Patrol) e “Everything Has Changed” (con Ed Sheeran).

L’album si chiude con “Begin Again“, traccia che racconta la paura di mettersi di nuovo in gioco dopo una brutta relazione e l’imbarazzo da primo appuntamento quando non si sa bene fino a che punto convenga aprirsi e parlare di sé o se ne valga del tutto la pena. Ci si sente pericolosamente vulnerabili, ma allo stesso tempo si è consapevoli di non poter continuare a vivere nel timore che ciò che è stato si ripeta ogni volta.

Nel complesso si tratta di un album piuttosto variegato, non più marcatamente country ma non ancora del tutto pop come quello successivo, un album di transizione che risulta molto coinvolgente ed onesto, con brani in cui tutti possono ritrovare anche le proprie esperienze.

Fonte:

genius.com

Crediti immagini: 1 & 2