Promettente esordio in casa Marvel per l’ultimo defender mancante all’appello sulla piattaforma Netflix: Iron Fist.

Pochi mesi fa, infatti, Marvel e Netflix siglarono un accordo nel quale era prevista una stagione dedicata ad ognuno dei componenti della squadra dei difensori – Daredevil, Jessica Jones, Luke Cage (qui) e Iron Fist – per vederli riuniti, poi, in un immenso cross over – The Defenders – in uscita il prossimo 18 agosto.

L’alta qualità che ha caratterizzato la presentazione dei primi componenti della squadra è stata messa in dubbio per l’eroe dal pugno d’acciaio che non sembra aver convinto pienamente il pubblico più affezionato. Un inizio lento e un finale frettolosamente concluso non aiutano ad apprezzare a pieno il nuovo lavoro di Scott Buck, showrunner di fama internazionale: la serie appare più come una presentazione del protagonista Danny Rand (Finn Jones) in vista della sua successiva apparizione nella reunion dei difensori piuttosto che la costruzione di una storia a sé.

Da riconoscere lo stile personale che caratterizza tutte le serie tv Marvel: ogni personaggio ha un suo modo di affrontare le avversità, una forte identità personale ed una morale ben definita. Nel caso del giovane Iron Fist ci ritroviamo di fronte un ragazzo a cui è stata privata l’infanzia: senza genitori e trascorsa sotto la ferrea disciplina dei monaci di K’un L’un, mistica città che compare sulla Terra una volta ogni 10 anni. Deciso a tornare nell’azienda di famiglia nella città natale New York, il giovane ereditiero non viene ben accolto dagli amici d’infanzia e figli del socio paterno Joy e Harold Meachum. Costretto a vivere inizialmente come senzatetto incontrerà una giovane maestra di arti marziali, Coleen Wing (Jessica Henwick), che diventerà un’alleata preziosa soprattutto nella sua battaglia personale con La Mano, organizzazione criminale già conosciuta in Daredevil.

In 13 episodi impariamo a conoscere un guerriero addestrato per sconfiggere una grande minaccia, ma anche un ragazzo vulnerabile ed irascibile perseguitato dal suo passato. Emerge un’ingenuità quasi infantile che si manifesta nella sua incapacità di affrontare gli ostacoli in modo obiettivo e distaccato. Le arti marziali hanno un ruolo fondamentale nella trama che dedica ampio spazio alle scene di lotta arricchendo la serie con spettacolari coreografie.

Nonostante non sia promossa a pieni voti, Iron Fist vale sicuramente il tempo che le viene dedicato. Divertimento, suspense e battaglie adrenaliniche sono garantite. Proprio la mancanza di una presentazione a 360° del protagonista ci spinge ad attendere un suo approfondimento in un nuovo appuntamento.

Siamo dunque di fronte ad una discreta premessa per l’uscita di The Defenders, appuntamento atteso con impazienza da ogni fan Marvel che si rispetti.

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