La maggior parte degli scrittori nati in provincia o in piccoli paesini sperduti, soffre drammaticamente la propria condizione di escluso. S’immaginano la città come l’unico luogo degno di un grande scrittore e l’unico luogo dove potranno trovare idee fresche e un pubblico per leggerle. Non c’è errore più grande di questo in effetti, poiché un buon libro può nascere ovunque.

A riprova di questa tesi porto la celeberrima Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters (1868-1950). Masters era il semplice figlio di un avvocato dell’ Illinois, destinato a prendere la stessa carica del padre e a rilevare l’attività di famiglia. Fin da piccolo crebbe in un piccolo villaggio Petersburg e poco dopo soggiornò a Lewistown sulle sponde del fiume Spoon.

Siamo nel 1880 e Masters è solo un ragazzino ma in qualche modo è già attratto dalla letteratura. Naturalmente seguirà la carriera di avvocato e solo nel 1914 dopo un pomeriggio di pettegolezzi con la madre, durante il quale i due si scambiano informazioni riguardo alle persone a loro note nel villaggio, che accade qualcosa. Masters in quel periodo stava leggendo l’Antologia Palatina una raccolta di epigrammi, ovvero dei piccoli componimenti tristi, satirici o divertenti rivolti a qualcuno o qualcosa con l’intento di far riflettere il lettore. Ed ecco il miracolo: da un po’ di gossip della vecchia e agricola Lewinstown e dalla passione per i poeti greci nacque la nuova poesia americana dei primi del ‘900. L’antologia composta da più di duecento epitaffi, dissacra tutto ciò che è ritenuto privato e inviolabile in un piccolo villaggio sperduto. I nomi degli abitanti furono cambiati, ma molti di essi si riconobbero nelle invettive di Masters che non perdonò a nesuno la vigliaccheria, gli affari loschi, gli omicidi, i maltrattmenti e tutti quei comportamenti umani che anche se minimi, come il far sentire in colpa qualcuno, sono martellanti e strisciano giorno dopo giorno nelle coscienze rovinando la vita altrui.

All’uscita del libro, nel 1915, Ezra Pound fu il suo primo entusiasta sostenitore. Solo negli anni ’60 grazie a Fernanda Pivano e sotto la supervisione di Cesare Pavese il libro uscì in Italia e tutta l’Europa riconobbe il suo genio. Masters si inseriva perfettamente in quella generazione di poeti cosiddetti realisti, cioè coloro che dopo il periodo romantico (1810-1865) erano bisognosi di verità e, stanchi di versi d’amore e di sofferenza immaginaria, diedero vita al periodo realista (1865- 1950). Mentre Masters si occupava di poesia realista, nel mondo della narrativa seguivano lo stesso filone personaggi come Hemingway, Faulkner, Dos Passos, Steinback e molti altri.

Purtroppo l’Antologia di Spoon River ebbe anche dei risvolti negativi, innanzitutto Masters fu radiato dalla cittadina e allontananato da quelle persone con cui era cresciuto ma che aveva anche messo in imbarazzo pubblicamente. Cercò di continuare a fare lo scrittore ma nessun altro libro risultò mai tanto potente e sincero quanto l’Antologia. Masters morì da solo in un vecchio convalescenziario dimenticato da tutti. Ancora oggi è possibile visitare il cimitero dove tutti i personaggi descritti dal poeta riposano sulla collina.

 

Henry Layton

Chiunque tu sia, che passi qui accanto

sappi che mio padre era mite,

e mia madre violenta,

e che sono nato dalla somma di due metà contrastanti,

non amalgamate e fuse,

ma ciascuna distinta, saldate insieme debolmente.

Qualcuno di voi mi giudicò mite,

altri violento,

altri l’una e l’altra cosa.

Ma nessuna delle mie metà causò la mia rovina.

Fu il distacco delle due metà,

l’una mai parte dell’altra,

che mi ridusse un’anima senza vita.

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