Tredici: un numero che sta impazzando non solo tra i fanatici delle serie tv o che fa rabbrividire i più scaramantici. Anche se è strano da dirsi, oggi si parla di segreti. Ad essersi spinto nell’ardua impresa di quantificare quanti ognuno di noi ne custodisca gelosamente, un recente studio pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology. Pare siano 13 i nostri scheletri nell’armadio, 5 dei quali mai confessati a nessuno.

Se la maggior parte delle ricerche condotte sull’argomento fino a questo momento si era concentrata sulla difficoltà di mantenere un segreto in ambito sociale, questa volta gli studiosi si sono messi nei panni di chi decide di chiudere a chiave dentro di se una verità più o meno scomoda. Ciò che chi ha un segreto deve fare per mantenerlo tale è cercare (o sperare?) di dissimulare il mistero, ma i ricercatori sono riusciti nel loro intento di svelare il numero magico e non si sono fermati a questo nel mettere a nudo i nostri segreti più grandi che per definizione dovrebbero avere ben altra sorte.

Per scoprire quali siano i temi su cui si mente solitamente, i ricercatori della Columbia Business School hanno preso in considerazione 13.000 segreti confessati da circa 2.000 volontari. In tutto sono stati individuati 38 tipi di segreti che spaziano tra problemi di natura finanziaria, infedeltà con il partner, orientamento sessuale, hobby e così via. A prescindere dalla tipologia di segreto che si custodisce, ciò che è certo è che portare dentro di se un macigno inconfessabile è estenuante, stancante e dannoso per la salute.

Dal chiedere ai volontari quante volte si trovassero a ripensare ai segreti che vogliono tenere nascosti, è emerso che, sorprendentemente, questi tendono a riaffiorare soprattutto quando si è soli con se stessi piuttosto che in contesti interpersonali in cui il rischio di cadere sull’argomento incriminato è alto. In altre parole, se pensavamo che i segreti fossero difficili da gestire soprattutto in presenza di altri, i giudici che li mettono maggiormente sotto pressione siamo noi stessi. A preoccuparci non è tanto la fatica di mascherare per non essere scoperti da un’altra persona, quanto il logorante pensiero di quello che stiamo nascondendo.

Indipendentemente dal carattere che si ha, più estroverso o introverso, ci sono cose che non escono dalla sfera personale e che, deliberatamente o meno, vogliamo avere solo per noi in una forma alta di egoismo. Se questo studio ha suscitato tanto scalpore è perché è stato capace di scardinare ciò che ci convinceva in precedenza. Ad esempio, se pensavamo di conoscere una persona come le nostre tasche ci sbagliavamo. Ognuno ha un vivido mondo dentro di se, parte del quale rimarrà per sempre all’oscuro, che ci piaccia o no. Nell’ottica moderna dell’apparire più che dell’essere, poi, trovare lo stratagemma più adatto a celare un segreto era l’essenziale. Adesso ci si accorge invece di quanto i segreti pesino a prescindere dallo sguardo altrui. Condividerli o meno è una nostra scelta e anche in questo siamo fautori della nostra esistenza.

 

Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28481618

www.focus.it

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