Dopo mesi passati tra maglioni, stivali, sciarpe, cappotti, pellicce (per i più fortunati), guanti e paraorecchie ecco che arriva lei, tanto attesa e agognata: l’estate. Arriva portando con sé la carica e l’energia di nove mesi passati tra i banchi di scuola e gli uffici, pronta a regalare splendide gite “fuori porta”. Ma non basta la melodia che dal 2001 riecheggia nelle nostre radio “questo senso di vita che scende e che va dentro fino all’anima nella lunga estate caldissima” (eterna canzone degli 883) per farci dimenticare le fatiche e vivere e godere questi tre mesi all’insegna del buon umore e spensieratezza. Ebbene no, perché questa “nostra” amica porta con sé un compagno di viaggio non accolto con altrettanta euforia dalla maggior parte della popolazione: il caldo.
Quest’anno, però, studenti e lavoratori non si sono fatti cogliere impreparati. Al contrario, armati di ingegno, creatività, coraggio (e anche ironia) sono giunti ad una conclusione così alternativa, efficace e contro tendenza tale da rimbalzare in diverse città europee: sì la gonna ai maschi.

L’iniziativa è partita a giugno da un gruppo di studenti tra i 12 e 17 anni dell’ISCA Academy della cittadina inglese di Exeter, i quali, dopo il divieto della preside di indossare i pantaloni corti per andare a scuola nonostante le elevate temperature, hanno deciso di presentarsi l’indomani in gonna. “Se volete anche voi potete indossare la gonna” era stata l’affermazione della preside alla richiesta dei ragazzi, la quale però non si sarebbe mai immaginata una tale reazione. Una vera e propria mobilitazione quella dei giovani studenti inglesi che, per poter far fronte al caldo anomalo, sono ricorsi ad ogni mezzo in loro possesso: prendere in prestito per l’occasione gonne di madri e sorelle. Ilarità e commenti esilaranti hanno accolto gli studenti fuori da scuola; e non è difficile immaginare e sentire le risate e la sorpresa di genitori e passanti all’uscita nel vedere giovani ragazzi con le gambe depilate pur di poter continuare a indossare la “nuova” divisa estiva maschile.
Anche l’impiegato inglese Joey Barge ricorse ad una soluzione estrema dopo essere stato mandato a casa per un abbigliamento non consono alle norme aziendali. La sua scelta ricadde su un tubino a righe nere, rosa e rosse, abito indossato quotidianamente dalle colleghe. A questo atto provocatorio ed estremo l’azienda intervenne in maniera repentina autorizzando l’uso di bermuda di color nero, blu navy e beige, purché sopra il ginocchio.

La notizia della piacevole brezza provata in quel giorno di “libertà” ha fatto il giro del web, e così a Nantes (Francia) un gruppo di conducenti di tram e autobus si sono presentati al lavoro in gonna, per protestare contro la “fornace” in cui sono costretti a stare per otto ore al giorno. Sono stati i rappresentanti del consiglio sindacale CFDT a sostenere l’uso dei pantaloncini corti (della medesima lunghezza delle gonne per le donne) anche per gli uomini durante l’orario di lavoro, in quanto, essendo seduti, non mostrerebbero le gambe. Soddisfatti e contenti della loro divisa per un giorno i lavoratori francesi dovranno attendere per una regolamentazione ufficiale di una nuova tenuta estiva, poiché questo aggiornamento implicherebbe un aumento delle spese.

Insomma, lo humor inglese si sta propagando e diffondendo come il caldo di queste giornate afose, e chissà se qualche altro lavoratore, studente o libero professionista ci regalerà altre storie divertenti di cui poter raccontare.

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