L’Islam é una religione che, esattamente come tutte le altre, può essere interpretata in modi differenti. Le visioni più oppressive e maschiliste sono ad opera di gruppi di estremisti che rappresentano una parte minima rispetto alla stragrande maggioranza di musulmani perfettamente integrati nella società europea.

Oggi, inoltre, lotte interne al mondo musulmano per la conquista di spazi di libertà non sono delle eccezioni: in Tunisia, il 26 Gennaio 2014, é stata approvata una nuova Costituzione che tutela i diritti civili tra cui la libertà di coscienza e l’indipendenza della magistratura e che mostra anche un impegno del mondo arabo per l’effettiva parità tra i generi.
In Marocco è ufficialmente permessa la conversione: dal 2017 cambiare fede è un diritto riconosciuto dalla legge ed è stato voluto dalle massime autorità religiose del Paese.

A Milano, per contrastare il pregiudizio e lo stereotipo che accosta il musulmano con l’estremista, il Caim (Coordinamento Associazioni Islamiche di Milano e Monza e Brianza) ha promosso il progetto Aisha. Gli obiettivi principali sono organizzare corsi di formazione per aiutare gli imam a riconoscere una violenza e ad assistere le vittime anche dal punto di vista giuridico, e formare delle mediatrici culturali che assistano soprattutto le ragazze nate e cresciute in Italia ma che in casa devono confrontarsi con i retaggi del Paese d’origine.

I Paesi democratici hanno infatti il dovere di tutelare la libertà, nessuno può essere privato dei diritti fondamentali e qualsiasi forma di prevaricazione va combattuta e contrastata ma bisogna avere la consapevolezza di poter contare sull’appoggio della comunità musulmana. Stato e musulmani sono uniti nella lotta a qualsiasi forma di violenza, come dimostra anche la biciclettata del 13 marzo 2016 delle donne islamiche per sostenere i diritti delle donne, tutte uguali a prescindere dalla religione.

La pacifica convivenza è possibile, l’ignoranza e la paura del diverso creano barriere inutili e dannose mentre il dialogo e l’apertura permettono l’integrazione, l’arricchimento e l’evoluzione. Come dice il sindaco di Rotterdam, nato in Marocco, “I fanatici possono andare a farsi fottere”.


Fonti:
www.raiplay.it
www.ilfattoquotidiano.it

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