Negli anni ’60 la chiamavano la Las Vegas della Brianza; oggi è una città fantasma.

Stiamo parlando di Consonno, piccolo borgo appartenente al comune di Olginate, in provincia di Lecco. Fra boschi e colline, Consonno era il tipico paesino brianzolo, finché il Grande Ufficiale Mario Bagno, Conte di Valle dell’Olmo, un imprenditore immobiliare, prese la decisione di comprarlo e demolirlo per dare spazio ad una sua personale città del divertimento.

La Las Vegas della Brianza era una città di alberghi di lusso, di ristoranti, e di edifici che rimandavano alle più svariate culture del mondo: sfingi egiziane, una pagoda cinese (il Missile Bagno, con tanto di cannone sul tetto), un minareto con galleria di negozi in stile arabeggiante… Non ci si poteva far mancare un castello medievale.

Coloro che giungevano al borgo erano accolti da insegne e striscioni di benvenuto quali ‘A Consonno il cielo è più azzurro‘ e da due armigeri in armatura medievale a guardia della città dei balocchi, poi sostituiti da fantocci. In paese un campo da calcio ed uno da basket, uno da tennis, da bocce, da golf; anche una pista da pattinaggio, un luna park e uno zoo. Il Conte aveva in cantiere anche il progetto – mai realizzato – di un pista per corse automobilistiche. Un trenino turistico accompagnava i visitatori in brevi tour di una ventina di minuti. La sera, sale da gioco e da ballo allettavano i turisti con serate danzanti, divertimenti e ospiti di fama – vedi Pippo Baudo e vari cantanti dell’epoca –.

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Se il progetto ebbe successo per la novità che rappresentava, d’altra parte suscitò anche molto scalpore. Nacquero dei movimenti di protesta (Collegio Architetti e Italia Nostra) per limitare l’alterazione della morfologia del territorio e la distruzione del patrimonio verde e dell’armonia del paesaggio messe in atto dai continui lavori per la realizzazione della città del divertimento. Poi, nel 1976, una frana bloccò la strada che permetteva l’accesso a Consonno. Bagno cercò di rimediare, ma i turisti non ricominciarono mai ad affluire (in gran parte appunto per la viabilità, rimasta interrotta fino al 2008) e gli abitanti rimasti dopo la costruzione del villaggio turistico pian piano abbandonarono completamente la città (nel 2014 l’area fu anche messa in vendita). Consonno divenne poi un luogo in cui i giovani si recavano per consumare alcool e droghe e nel 2007 fu teatro di un rave party durante il quale furono gravemente danneggiate le strutture cittadine, già molto deteriorate a causa dello stato di abbandono.

Oggi Consonno è abitata solo da graffiti ed edifici pericolanti; ma l’associazione Gli Amici di Consonno sta cercando di far rinascere la città, ed ogni domenica, da aprile ad ottobre, la ripopola aprendo il bar del paese ed organizzando eventi e laboratori.

Fonti: www.consonno.it

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