Cosa definisce, sul piano estetico, un genere? Se si chiede a una persona qualsiasi di immaginare un maschio o una femmina, anche la più scevra di pregiudizi immaginerà l’uno e l’altro con alcune caratteristiche da stereotipo. Capelli lunghi o modi rudi, ad esempio. Pur sapendo bene che non è questo a definire un genere, come ben sanno le ragazze prese in giro per modi “mascolini” e i ragazzi “effemminati”.
Si può dunque stabilire dall’aspetto il genere di una persona? Secondo la modella americana Rain Dove no. Ventisettenne, modella, ha fatto il perno della sua carriera proprio del mettere in crisi quello che a molti, troppi, è sempre sembrato inevitabilmente bianco o nero. Chi la osservi sfilare, ad esempio di recente alla New York Fashion Week può constatarlo personalmente.
Dove incontrarla? È molto semplice: si può incontrarla sia sulle passerelle maschili sia in quelle femminili. Il suo aspetto androgino le ha infatti permesso di lavorare in entrambi gli ambiti. Ma questa ambivalenza ha sempre fatto parte della sua vita.
Prima di diventare celebre, salita in passerella per una scommessa persa e di essere scelta in casting strettamente maschili, infatti, aveva lavorato in una palestra come uomo. Era sotteso un motivo molto serio: dimostrare che, a perfetta parità di condizioni, un uomo guadagna di più. Una lotta contro le discriminazioni di genere che Dove porta avanti quotidianamente, soprattutto attraverso i suoi profili social.
Usa il suo corpo e la sua apparenza come un’arma non soltanto per combattere le disparità di genere, offre un esempio concreto di quanto una donna possa sentirsi ogni giorno più a rischio, rispetto ad un uomo. Nelle sue prese di posizione c’è però ampio spazio anche per le istanze della comunità LGBT. Ha infatti specificato su Facebook: “mi sento più a rischio quando mi vesto da donna perchè le persone pensano che sia un trans e questo scatena la loro omofobia”.
Rain Dove
Le forme di odio – talora violente – non la risparmiano; in molti non sopportano il suo rifiuto ad incasellarsi, che non è soltanto estetico, ma abbraccia un ambito più ampio. Anche nella vita di tutti i giorni infatti, Rain è reticente a definirsi come femmina o come maschio. Dopo aver dimostrato che ciò che noi identifichiamo come identità di genere è soprattutto una costruzione sociale, la modella non può che concluderne che “il genere non esiste”.