“Libertà correva nei campi coltivati (…) Libertà l’ho vista svegliarsi ogni volta che ho suonato”

canta il suonatore Jones di Fabrizio de André, tra le lapidi di Spoon River dove lo scrittore americano Edgar Lee Masters ha deciso di dargli l’eterno riposo.

Corre invece a Philadelphia davanti agli uffici GSK Freedom di Zenos Frudakis, artista statunitense di evidenti origini elleniche; una terra, la Grecia, dove di libertà si è ragionato e discusso profondamente dall’alba dei tempi.

Freedom è un’opera multiforme, una scultura dinamica che riesce a conferire il movimento a ciò che evidentemente non può muoversi.

Essa è diretta, eloquente. Da una iniziale situazione di prigionia, di sconfitta, l’uomo alza il mento e rivolge lo sguardo al domani: uno sguardo che è insieme un anelito, la risposta sul da farsi.

Quindi ci si divincola, ci si spoglia di ogni catena e costrizione, di ogni legame superfluo e blocco mentale.

Una volta leggeri si può dunque volare, finalmente liberi. Per quanto liberi si possa effettivamente essere.

 

Poche altre opere sono immediate come questa. Pochi sono i dubbi che possono sorgere circa il significato, pochi quelli inerenti al contenuto.

Sebbene quanto raffigurato sia declinabile per ampia parte delle situazioni umane, l’opera nasce da un’esperienza direttamente vissuta dall’artista.

Volevo creare una scultura che chiunque, indipendentemente dal proprio contesto, potesse guardare percependo immediatamente l’idea di qualcuno che lotta per liberarsi. Questa scultura rappresenta la lotta per la conquista della libertà attraverso il processo creativo. Anche se ho provato questa sensazione a causa di una particolare situazione personale, ero consapevole che si trattava di un desiderio universale. Tutti hanno bisogno di uscire da qualche situazione – che si tratti di una lotta interiore o di una circostanza contraddittoria – e di essere liberi”.

Come egli stesso ammette l’opera rappresenta un desiderio universale plasmato nel bronzo.

Uno specchio entro il quale ognuno di noi può guardare, ben certo che troverà riflesso il suo volto.

Credits:

fonti: studio da parte dell’autore

foto: www.pinterest.com