Chiunque abbia un minimo di nozioni di cinema horror conosce l’iconico serial killer del campeggio Crystal Lake, Jason Vorhees, tipicamente raffigurato con una maschera da hockey.

Ma come è nata questa figura? E che impatto ha avuto nel cinema?

-L’articolo contiene SPOILER, continuate a leggere a vostro rischio e pericolo-

La prima apparizione di Jason Vorhees avviene nella saga Friday the 13th: le vicende del primo film ruotano attorno alla morte dello stesso Jason, ancora bambino, annegato nel lago di Crystal Lake a causa della negligenza di alcuni animatori del campeggio. Sua madre, Pamela Vorhees, cerca vendetta e uccide tutti coloro che ritiene colpevoli della morte del bambino, finendo lei stessa uccisa dall’ultima superstite. Jason, però, è incredibilmente sopravvissuto all’annegamento e dopo aver assistito alla morte della madre, decide di portare avanti il suo massacro nell’età adulta.

Il primo sequel di Venerdì 13 fu L’assassino ti siede accanto, in cui Jason Vorhees, ormai adulto, procede a sterminare metodicamente tutti i nuovi residenti di un campeggio vicino a Crystal Lake. In questo episodio, Jason appare come un uomo gigantesco, vestito da meccanico, armato di piccone e mascherato da un sacco di tela che scopre solo il suo occhio sinistro.

Il film successivo, intitolato Weekend di terrore, riprende dal film precedente. Jason appare per la prima volta con la sua iconica maschera da hockey. Si tratta di uno dei film più amati dai fans, in quanto il killer utilizza almeno sette armi diverse, tra cui un arpione, per massacrare i campeggiatori. Alla fine Jason viene ucciso con un colpo di accetta alla testa e giace disteso in un fienile.

Fan art di Jason e di sua madre

Nella pellicola successiva Venerdì 13 – Capitolo finale, Jason si rianima in obitorio e riprende il massacro iniziato precedentemente. La sua furia non conosce limiti e ha termine solo quando il piccolo Tommy Jarvis lo finisce, sfondandogli il cranio e infierendo sul suo corpo per tutto il male che ha arrecato al mondo.

Successivamente uscì Venerdì 13 – Il Terrore Continua, in cui Tommy, ormai cresciuto, è tormentato da incubi riguardanti Jason, in cui lo vede ovunque e ancora in vita. Trasportato in un ospedale psichiatrico, inizia ad assistere a vari omicidi con lo stesso modus operandi di Jason proprio in quella struttura, nonostante il corpo del killer fosse stato cremato anni prima. Si scopre poi che il killer non è Jason, ma un infermiere dell’istituto in cerca di vendetta per la morte del figlio.

Qualche anno dopo uscì Jason vive. In quest’episodio, Tommy Jarvis decide di andare alla tomba di Jason, convinto che il corpo non sia stato realmente cremato, per bruciarlo e distruggerlo una volta per tutte. Inavvertitamente però, Tommy riporta in vita il killer, trasformandolo in un essere immortale e soprannaturale, capace di tutto. Jason viene neutralizzato da Tommy incatenandolo sul fondo di Crystal Lake, da cui gli impedisce di scappare.

Nell’episodio successivo, Il sangue scorre di nuovo, vediamo Jason nuovamente libero di compiere stragi, ma nuovamente confinato sul fondo del lago, il cui potere ne impedisce la fuga.

Tempo dopo fu rilasciato Incubo a Manhattan, in cui Jason raggiunge New York e ricomincia ad uccidere. Viene completamente sciolto in un liquido tossico. Si tratta in assoluto del film meno riuscito e meno apprezzato dai fan, in quanto palesemente surreale e ridicolo.

I due film successivi Jason va all’inferno e Freddy vs Jason hanno decretato il flop della serie, senza parlare di Jason X: mentre nei primi due vediamo Jason, inspiegabilmente sopravvissuto, combattere Freddy Krueger in uno scontro surreale quanto comico, in cui i cattivi se le danno di santa ragione senza colpo ferire, l’ultimo è una trasposizione fantascientifica in cui il killer diventa una specie di cyborg indistruttibile.

Solo nel 2009 i produttori ritennero che fosse necessario tornare alle radici, producendo Friday the 13th, un remake sufficientemente riuscito ambientato tra il secondo e il terzo film della serie e più sulle corde di un film horror moderno.

da “Weekend di terrore”

Jason insomma non ha mai trovato pace e risulta essere  per tutta la durata della saga un’entità, che si alterna tra il normale e il paranormale. Nei primi film della serie era raffigurato come un giovane affetto da gigantismo, fortemente ritardato e guidato dalla voce immaginaria della madre che continuava a ripetergli “Devono morire, uccidili tutti” – da cui il classico motivetto del killer “ki-ki-ki, ma-ma-ma”, ossia l’anglofono “kill for mama”.

Successivamente sembrò ottenere poteri speciali tra cui il teletrasporto, una forza sovrumana e di fatto l’immortalità, trasformandosi nel serial killer che conosciamo oggi. Jason sembra avere tuttavia bersagli specifici: le sue uccisioni prendono generalmente di mira chiunque sosti nella zona di Crystal Lake, specialmente teenager e poliziotti. Il killer è metodico e quasi chirurgico, oltre ad essere fortemente creativo. Quasi nessuna vittima muore nello stesso modo delle altre e sembra quasi che Jason agisca per infliggere più dolore possibile alle sue vittime prima di eliminarle. Sorprendentemente, Jason non attacca mai animali e anzi dimostra una certa fredda empatia nei loro confronti, quasi si ritenesse un loro pari.

Si tratta ancora oggi di una delle figure più amate dagli spettatori del cinema horror, che stanno apparentemente aspettando un nuovo capitolo della serie, forse in arrivo nel 2018.

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