Dallo stile un po’ gotico, inquietante e talvolta macabro, il britannico Damien Hirst (Bristol, 7 Giugno 1965) è senza dubbio uno degli artisti più controversi e discussi del nostro tempo, le cui opere non mancano certo di originalità.

Hirs nasce nel Regno Unito e inizia ad affermarsi come artista all’inizio degli anni Novanta, esponendo nel 1991 The Physical Impossibility of Death in the mind of Someone Living. L’opera presenta un grosso squalo imbalsamato e messo in formaldeide, quattro blocchi con liquido chimico che rendono la carcassa galleggiante e stabile, garantendo all’osservatore, in primo luogo, un grande senso di inquietudine. Lo squalo è infatti a bocca spalancata con tutte le file di denti aguzzi visibili; e il suo sguardo, pur essendo l’animale morto, è comunque aggressivo.
Tema centrale, infatti, dell’opera di Damien Hirst è senza dubbio la morte, in ogni sua forma. Nel corso degli anni l’artista inglese ha esposto – sempre imbalsamandoli – tigri, mucche, pecore e, recentemente, anche centinaia di ali di farfalla su uno sfondo di rosoni di cattedrali gotiche di tutta Europa. Questa sua predilezione per le carcasse di animali ha, come si può immaginare, suscitato scalpore e provocato dissensi negli animalisti. Hirst, dal canto suo, ha assicurato che tutti gli animali da lui usati per la sua arte erano tutti già morti.

Uno sguardo più kitsch trash può essere dato alla sua opera For the love of God, (“Per l’amor di Dio!”), esposta alla White Cube Gallery di Londra nel 2007: qui Damien Hirst ha realizzato una serie di teschi ricoperti di diamanti, rendendoli ancora più inquietanti di quanto già non fossero. Il titolo? Semplicemente la reazione della madre (e, probabilmente, non solo sua) quando Damien le comunicò cosa avesse intenzione di realizzare per la sua prossima creazione!

Per questi motivi, per questi suoi lavori controversi, Damien Hirst è oggi il più ricco artista del mondo e le sue opere sono tra le più care (For the Love of God ha un valore stimato a una sua asta personale di 111 milioni di sterline). Ecco perché è stato fortemente voluto da Martin Berthold, direttore di Palazzo Grassi Punta della Dogana, a Venezia, le due sedi della Fondazione François Pinault. E quest’anno, dal 9 Aprile al 3 Dicembre 2017, per la prima volta dalla sua apertura, questa fondazione dell’imprenditore multimiliardario francese ospita in entrambe le sedi una mostra dedicata a un solo artista: appunto, Damien Hirst. Il quale, per l’occasione, ha lavorato a partire dal 2013 Treasures from the Wreck of the Unbelievable, esposizione che racconta la storia dle grande naufragio della nave Apistos (che in inglese si traduce, appunto, “Unbelievable“) mostrandone il grande e prezioso contenuto riscoperto, appartenente al liberto Aulus Calidius Amotan e destinato a un tempio del Dio Sole in Oriente, dove la nave era diretta.

FONTI: L’officiel Art Italian°1 Aprile 2017; www.damienhirst.com Rai Arte

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