04:16 pm
27 giugno 2017

I-days 2017 – Day three – Sum41+Blink182+Linkin Park

I-days 2017 – Day three – Sum41+Blink182+Linkin Park

IL PIU’ BEL GIORNO DELLA MIA VITA.

Basta per far capire a tutti la terza data degli I-days?

Armato di pazienza, crema solare, bottigliette d’acqua (rigorosamente senza tappo) e buona volontà mi sono messo in fila verso le 16 e qui già la prima nota negativa della giornata, le immense file e gli ingorghi ma dopo un’ora finalmente riesco ad entrare e immergermi nel mood della giornata.

Premetto che ho comprato il biglietto per vedere i Blink182, band californiana che fin da piccolo mi ha appassionato, complici anche i film della serie American Pie che adoro tuttora. Ma iniziamo con la cronaca della giornata.

Arrivo in prossimità del palco durante l’esibizione dei Nothing But Thieves band britannica in giro dal 2012 che personalmente non sono stati neanche male ma purtroppo complice il caldo torrido, il fatto di ritrovare gli amici che avevo perso durante la fila e il mio pensiero rivolto alle 19:50 (orario di inizio del concerto dei Blink182) mi hanno fatto prestare poca attenzione ad uno show che in realtà meritava di essere ascoltato. Sono una band giovane con solo un album all’attivo ma che comunque è stata in grado di dominare caldo e pubblico.

Verso le 18:20 salgono sul palco i Sum 41, la band capitanata di Dereck Whibley è carichissima e lo si vede sin dall’inizio con un esordio da paura con “The Hell Song” e “Over my head” canzoni storiche e un brano del nuovo album “Fake my own death”. Poghi clamorosi e un clima veramente bello. I Sum41 riescono in una maniera incredibile a coinvolgere il pubblico con le loro hit storiche come “Still Waiting” o “Pieces”. Lacrime. Nota negativa dell’esibizione però sono state le tre cover tra cui “We Will Rock you” dei Queen e l’assenza dalla setlist di un brano come “With me”… Pazienza! Sarà una bella scusa per poterli andare a sentire ancora una volta. Dopo una bell’oretta e 10 minuti finalmente pausa per rinfrescarsi un po’.

NOTA NEGATIVISSIMA DELL’EVENTO: Durante la pausa volevo rinfrescarmi causa caldo immane ma le modalità, oltre che i costi, del bar erano alquanto problematici. Innanzitutto per acquistare una bottiglietta d’acqua dovevi assolutamente acquistare dei tokens, dei gettoni sostitutivi della moneta liquida, che potrebbe essere una bella pensata, ma la fila per i tokens era infinita, per non parlare della fila del bar. Organizzazione pessima sotto questo punto di vista, più che altro perchè con questo caldo era difficile non acquistare bottigliette d’acqua; inoltre, a mio avviso, dovrebbero gestire il problema in maniera differente, magari concedendo l’acqua gratuitamente come avviene nei principali festival mondiali.

Detto ciò arriva il momento clou, Blink 182 on stage.

Stavo cercando di trasportare le quattro birre dal bar fino ai miei amici quando, nel traffico ho iniziato a sentire “Feeling This”. Basta. Non ho capito nulla. Ho iniziato a spingere tutti e dopo aver lasciato le birre in buone mani, ho cercato di avvicinarmi il più  possibile al pit. Missione compiuta e finalmente ho potuto realizzare un sogno. Non avevo mai sentito i Blink dal vivo prima di ieri, quindi dal punto di vista del live non posso fare paragoni con i live con Tom Delonge rispetto a questi con Matt Skiba però, vedendoli su youtube, ho potuto constatare che comunque, nonostante quei Blink siano inarrivabili, penso che Matt abbia svolto un compito complicato, ma l’abbia fatto nel miglior modo possibile. Certo, l’accento della california del sud di Tom è irripetibile, però a me Matt è piaciuto. Durante il live non ho scattato neanche per sbaglio una foto o un video, ero immerso pienamente nel concerto, sono una band clamorosa, Travis (il batterista) è avvolto da un’ “aura divina”, durante l’assolo di batteria a momenti piangevo; Mark è… Beh Mark è Mark. Unico nel suo genere. Un leader in tutto e per tutto, passando da momenti felici e divertenti come il suo “Fuck the sun” a momenti romantici come la dedica a sua moglie di “She’s out of her mind”. 

Ho pianto, sì perchè sentire cantare dal vivo “Miss You” (anche senza Tom) mi ha fatto veramente emozionare, è una canzone speciale come lo è “All the Small Things” o “What’s my age again?”, ma anche “Reckless Abandon”. Ogni canzone dei Blink ha una storia, per me e per tutti i fan della band.

Dammit. e non ho più niente da aggiungere.

Dopo un’ora e 10 minuti arriva il momento del piatto forte della serata. I Linkin Park.

Ecco qua tutto lo spettacolo per coloro che, causa sold out, non sono riusciti ad essere presenti. Chester e Mike, dal vivo sono qualcosa di unico, le urla di Chester sono impressionanti e il rap di Mike è da brividi. Non ho molto da dire, sono arrivato un po’ scarico al concerto dei LP, tuttavia sono riuscito ad emozionarmi durante “Leave out all the rest” o a scatenarmi durante le hit storiche conosciute alle medie, quando sui primi cellulari ci si scambiava i video di Dragonball con sottofondo “Numb” “In the End” e “What I’ve done”.

Lo ammetto: sono partito prevenuto nei loro confronti perchè alcuni amici mi avevano raccontato della loro precedente esibizione all’Ippodromo a Milano, mi sembra nel 2013, e mi avevano riferito che non erano stati perfetti, anzi.

Quanto avrei voluto avere quei miei amici al mio fianco ieri sera…

Constatate voi…

Ultima nota negativa è la coda per uscire, traffico immenso.

Ma nonostante tutto, è stato il giorno più bello della mia vita. Vedere come la musica possa unire le persone è qualcosa di stupendo. Ho notato collaborazione , abbracci, baci, rispetto, è stato unico.

ah non dimenticate:

“Ragazzi, stasera siete stati fantastici! Un consiglio: aspettate un attimo prima di uscire, per facilitare il deflusso ed evitare rallentamenti inutili. Non preoccupatevi, le navette e gli autobus vi aspetteranno!”

chi era presente capirà…

 

 

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