04:11 pm
27 giugno 2017

I-Days 2017 – Day one – Green Day + Rancid

I-Days 2017 – Day one – Green Day + Rancid

Con l’arrivo dell’estate iniziano i primi festival musicali che portano sul territorio italiano e non solo gruppi ed artisti di calibro mondiale con un seguito di turisti niente male. Ieri, noi de “Lo Sbuffo” siamo andati agli I-days 2017, che come l’anno si svolgono nel Parco di Monza, una location molto suggestiva. Gli headliner del 15 giugno erano i Green Day, nota e arcinota band californiana capitanata da uno scatenato Billie Joe Armstrong, coadiuvati dal ritorno in Italia dopo ben 13 anni dei RANCID anch’essa band proviente da Berkeley, California.

La calda giornata è iniziata prestissimo con

ore 15.00 Twist and Shout!

ore 16.30 Shandon

ore 17.45 Tre Allegri Ragazzi Morti

Per arrivare alle 19:00 belli carichi per i Rancid, purtroppo causa traffico, parcheggi e piccoli inconvenienti (ahi, la sessione estiva!) sono arrivato sul posto verso le 19:20 pronto a godermi un po’ di sano punk-rock dato che i Rancid possono essere catalogati come una delle band simbolo del genere approdata in Italia sia per promuovere il loro nuovo album TROUBLE MAKER uscito il 9 di giugno, sia per festeggiare insieme ai loro fan italiani i 25 anni del loro primo EP, Rancid composto da sole 5 tracce ma che poi sono state ampliate in virtù del loro primo album uscito nel 1993.

Purtroppo, e mi mangio le mani, non li ho mai ascoltati in maniera approfondita ma, vedendo l’atmosfera e soprattutto ascoltando i loro brani, sia nuovi sia storici, mi sto pentendo di non averli scoperti prima e ascoltati in maniera esaustiva ed esauriente.

Dopo circa 1 ora e 20 di concerto e dopo una mezz’oretta di pausa, inizia lo show.

Green day on stage. 

Il concerto essenzialmente è identico al concerto svoltosi a gennaio durante la promozione del loro nuovo album, Revolution Radio (di cui ho già parlato in un nostro vecchio articolo), non cambia nulla  ma sinceramente a me non interessa. Vivo qualsiasi concerto della mia band preferita come se fosse il primo, mi sono scatenato per 2 ore e mezza, ho cantato tutte le canzoni, ho saltato, ho riso alle battute di Billie Joe, mi sono emozionato durante l’esecuzione di Good Riddance” (io come penso altre 29,999 persone), ho pogato durante “American Idiot”, insomma ho vissuto il concerto al 100%.

Questo era il mio terzo concerto dei Green Day, e devo essere sincero, a mio avviso sono come il vino, più invecchiano e più migliorano. Ho visto poche se non nessuna band interagire con il pubblico come interagiscono loro, non ho mai visto un frontman che per due ore e mezza all’età di 45 anni si muove sul palco come se fosse un eterno Peter Pan. Non ho mai visto una band come loro. L’affiatamento che li unisce penso sia qualcosa di unico, lavorano e si divertono da quando erano ragazzini e da circa 30 anni fanno entusiasmare tutto il mondo.

Fare una cronaca di quello accaduto ieri sera non avrebbe molto senso, penso che attraverso le parole non si possa riuscire a comprendere le emozioni e le sensazioni che ho provato ieri.  Mi piace ricordare però  una serie di discorsi di Billie inerenti a problemi sociali come ad esempio il “NO RACISM” “NO HOMOPHOBIA” oppure come le costanti frecciatine al presidente USA Donald Trump. 

In particolare un discorso mi è rimasto nel cuore:

“Bisogna vivere la vita, essa è troppo corta per non essere vissuta, vivete il concerto attraverso i vostri occhi e il vostro cuore, non attraverso lo schermo di un telefonino. Vivete la vita, perché la vita è bella. E nonostante i problemi del mondo sono convinto che: ROCK AND ROLL CAN CHANGE THE WORLD” .                     

Più o meno il concetto era questo.

Brividi.

C’è altro da aggiungere? Io penso di no…

Come accade ad ogni loro concerto, durante “Longview” hanno chiamato un ragazzo dalla prima fila, Edoardo ecco il video

A fine concerto siamo riusciti ad intercettarlo per fargli qualche domanda

Soddisfatto del concerto?

Questo è il mio terzo concerto dei Green Day e devo dire che è stato il miglior concerto di sempre. Certo, il primo concerto non si scorda mai, però questo è stato LEGGENDARIO. Vedere anche i Rancid che comunque sono una band che seguo molto è stata davvero una grandissima emozione. Concerto bellissimo, anche se ero in fila  8:30 del giorno prima, una sorta di lotta per sopravvivere causa caldo ma alla fine è stato davvero magico.

Come è stato dominare il palco come lo hai fatto tu?

Allora io ho sempre pensato, guardando le altre persone che Billie chiama sul palco, che se fossi stato nella loro situazione, non sarei minimamente riuscito a parlare e a muovermi. Probabilmente mi sarei messo a piangere, ma era un problema che nemmeno lontanamente mi ero posto dato che è una cosa improbabile, non mi avrebbe mai chiamato. Ma ieri tutto ciò è successo e devo dire grazie anche ai miei amici che mi hanno spinto e “convinto” Billie a chiamarmi. Una volta sul palco è stata un’emozione unica, fortissima. Sinceramente non me sono reso conto sul momento che avevo davanti ai miei occhi 30.000 persone. Io, sul momento ho fatto un po’ il coglionazzo, ho improvvisato, sono anche un ragazzo timido quindi non so effettivamente cosa ho combinato ma l’importante era divertirsi e lo abbiamo fatto alla grande. Diciamo che mi sono ispirato alla follia di Trè Cool

Sei riuscito a dormire stanotte? 

Stanotte sono riuscito a dormire anche perché come ho già detto prima era dalle 8:30 del giorno prima che ero fuori dal parco abbiamo passato una notte dormendo per terra e il giorno dopo quando è uscito il sole abbiamo iniziato a cuocere. Ora sono tutto ustionato con la classica abbronzatura da muratore e le gambe distrutte, ma ne è valsa la pena

È il bacio che non dimenticherai mai?

Il bacio a Billie Joe è stato un qualcosa di spontaneo diciamo non avrei mai pensato di salire sul palco e tantomeno di baciarlo. Li seguo da tantissimi anni e si diciamo che provo qualcosa per loro, è stato il minimo che potessi fare per ringraziarli per tutto quello che hanno fatto. Non bisogna partire sconfitti, bisogna credere nei propri sogni così come ho fatto io, sono stato solo molto fortunato. 
Cantare saltare insieme a loro, scherzare con tutti, fare il pazzo sul palco e far divertire tutta la gente, che è anche quello che fanno i Green Day, è stato davvero impressionante come far parte della band però alla fine io non sono nessuno. Diciamo, sono solo stato fortunato
I Green Day emozionano e fanno divertire, insomma non potevamo aspettarci un inizio di Idays migliore…

Ringrazio Edoardo Gatti per l’intervista e i Green Day per il fantastico concerto.

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