Una casa, un lavoro stabile, una scuola sicura dove si insegna ai ragazzi come vivere bene nella buona società, tranquillità, tutte cose che l’uomo cerca e desidera nella società contemporanea.  Sin da bambini ci viene insegnato il modo più rapido e sicuro per arrivare a questo obbiettivo, perché solo avere tutte queste cose ti rende libero… ma siamo sicuri che sia questa la libertà? Questa è la domanda che pervade la mente di OcchioPin, un ragazzo come gli altri, ma non completamente.  In lui si agitano domande che bramano una risposta, ma a certe domande è meglio non rispondere, per paura o perché sono troppo scomode, o forse perché neanche un adulto conosce bene la risposta.  Ma queste domande devono essere esternate, perché ciò che non porti fuori ti fa esplodere dentro.

La sua ricerca lo porta allo scontro, prima di tutto con il padre, che non vuole proprio un figlio “diverso”, cerca in ogni modo di evitare uno scontro costruttivo con il figlio, arrivando a cacciarlo di casa. Più volte il ragazzo viene a contatto con colei che si definisce “la madre della società”, colei che deve portare giustizia e ordine, quindi la più adatta a soddisfare, a rigor di logica, la sete di sapere di un giovane. Ma da lei OcchioPin non avrà niente se non altre regole da seguire in silenzio e punizioni, perché si sa quando un figlio non ubbidisce lo si deve punire. OcchioPin avrà finalmente capito la lezione? Avrà imparato che la cieca obbedienza a un sistema in cui non credi è l’unico modo per arrivare alla libertà?

Lo spettacolo messo in scena dalla compagnia Rueda Teatro all’interno del festival Milano Off ci racconta proprio di queste importanti tematiche, affrontate con chiarezza e spontaneità da giovani che vogliono parlare alla propria generazione, non per dare risposte ma per far nascere delle domande.  Sono le domande che ogni ragazzo si dovrebbe porre per spezzare le catene del conformismo che lo avvinghiano per non permettergli di guardare oltre e trovare la vera libertà, di pensiero, di parola e di azione. Lo Spazio Lambrate ospiterà questo spettacolo fino a domenica 18 giugno, in una sala povera di abbellimenti ma ricca di sostanza e suggestione, grazie anche alla musica dal vivo, qui dove il teatro basta a se stesso.


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