Rifiuti e riciclaggio sono un problema con cui da tempo siamo in stretto contatto, ma che, contrariamente da quanto si possa essere indotti a pensare, si aggrava ogni giorno, in quanto circa metà della popolazione mondiale non ha accesso ai servizi basilari atti per la gestione dei rifiuti.
Queste condizioni, gravose e preoccupanti, causano danni ambientali e sanitari spesso irrimediabili.

La soluzione sembrerebbe semplice e scontata: una corretta gestione dei rifiuti attraverso un’adeguata azione di riciclaggio. L’Europa, in questo campo, dal 2008 ha proclamato e firmato una direttiva sui rifiuti, seguendo l’appello emanato dalla Banca Mondiale, la quale prevede intesi piani di recupero, riduzione e riciclo, proponendo come alternative la raccolta differenziata e facendo pagare tariffe molto più alte a chi non adotta questa normativa.
L’associazione ambientalista italiana Legambiente sottolinea 4R (ridurre, riutilizzare, riciclare materia, recuperare energia) per regolamentare la gestione degli scarti prodotti dall’uomo. Nonostante ciò, l’infrazione alla regola è all’ordine del giorno in Europa come in Italia dove, violando le prime tre R, si fa ampio ricorso alle discariche, alimentando in questo modo il circolo di affari illeciti e i costi di smaltimento. Si parla di ecomafie: una piaga da combattere per il suo irradiarsi e proiettarsi su scala mondiale.

Prendendo in esame il caso specifico dell’Italia, come già accennato, si assiste a un ritardo legato alla scarsità di impianti di smaltimento. Ma non solo. Ad aggravare la situazione si aggiunge la scarsa attenzione dei cittadini verso il territorio e l’ambiente. Per poter porre rimedio alcuni comuni italiani hanno avviato opere di sensibilizzazione coinvolgendo l’intera popolazione.
Una grande ed efficace campagna di mobilitazione è nata a Conegliano, un paesino in provincia di Treviso. “Chi ricicla bottiglie di plastica viene premiato con gli sconti”: è questo il motto promosso dal Comune dove verrà installato il primo compattatore di rifiuti per bottiglie di plastica, il quale fornirà e garantirà ai cittadini di ottenere forme di risparmio (come buoni acquisto o sconti in negozi locali che aderiscono all’iniziativa) incentivando al riciclo della plastica, una grande risorsa per l’intero ecosistema. Per mettere in atto questo programma è necessario un accordo tra le amministrazioni e le attività commerciali.

Diverso e meno ottimistico è il panorama che si apre sulla Capitale, meta presa d’assalto da un continuo flusso di turisti, un flusso incessabile come quello dei rifiuti che “sommergono” la Città. Dal 2016 , per cercare di risanare le preoccupazioni, è stato avviato un accordo tra Roma e l’Austria, il quale prevede l’invio settimanale di 700 tonnellate di spazzatura a un impianto austriaco, dove i rifiuti vengono bruciati e convertiti in gas generando vapore che verrà convertito in energia elettrica per alimentare circa 170mila case austriache.
Un’ altra iniziativa, avviata a maggio 2017, per ripulire le strade romane è il progetto “magliette gialle” del Pd promosso dal segretario del Partito Matteo Renzi. Tra i luoghi raggiunti non vi sono solo le zone centrali come Colle Oppio o Parco della Resistenza, ma anche aree periferiche. Un programma aperto a tutti i cittadini che vogliono dedicare del tempo per la propria città al fine di risanare il territorio, il quale vede scendere in campo due orientamenti politici opposti (Movimento 5Stelle e Pd) uniti da un unico obiettivo: far rinascere Roma a splendore.

Scarti e spazzatura nell’immaginario collettivo sono termini connotati negativamente, ma una più accurata e minuziosa analisi svela la loro grande potenzialità. Dunque, un atteggiamento consapevole nella gestione dei rifiuti è il primo passo per poter avviare un’efficace azione di recupero, per poter ristabilire l’equilibrio ambiente-uomo.

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