Ergersi al di sopra degli altri è un sogno che ognuno vorrebbe veder realizzato almeno una volta nella vita. La questione è fino a che punto si è pronti a sacrificarsi per riuscire in questa impresa, che sia metaforica o meno. In questo caso non è una metafora ma la realtà geografica di un luogo religioso, il Katskhi Pillar, che domina il paesaggio circostante.
Si trova in Georgia, nei pressi della città di Chiatura. Un pilastro di roccia altro circa 40 metri in cima al quale sorge una chiesa ortodossa, che senza ombra di dubbio è tra le più inaccessibili al mondo.

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È un luogo fuori dal tempo, che si può raggiungere arrampicandosi su una scala a pioli di ferro a strapiombo sulla valle.
La costruzione è molto antica, risale al settimo secolo, e all’interno sono presenti tre celle per eremiti, una cripta, una cantina ed un muro di difesa.
Per gli abitanti del posto ha un fascino spirituale, dal momento che l’hanno ribattezzata “pilastro della vita”.
Per secoli è rimasta inviolata, in stato di abbandono, fin quando negli anni ’90 un monaco ha deciso di abitarci per ripercorrere le orme degli antichi eremiti. Il fatto ha ridato vita e notorietà al sito religioso, che è stato restaurato dal governo georgiano 10 anni dopo.

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Quella di Maxime Qavtaradze, sacerdote ortodosso, è una scelta di vita impegnativa, che implica isolamento e condizioni di vita difficili.
Gli abitanti delle città vicine gli procurano il cibo che viene issato per mezzo di un cesto e portato su con un sistema di carrucole. Non di rado Maxime scende, non per vivere la quotidianità, ma per compiere la missione che ogni religioso dovrebbe portare a termine, aiutare i più deboli.
Ogni volta l’eremita, oramai sessantenne, impiega 20 minuti a ritornare in quella che è a tutti gli effetti la sua casa.
Tuttavia il fascino di pregare, meditare e vivere così in alto, più vicino a Dio per certi versi, giustifica lo sforzo.

Un grande sacrificio per qualcosa di inspiegabile che probabilmente non ha prezzo.

Fonti:

www.huffingtonpost.com

www.dailymail.co.uk

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