Il realismo nasce in Francia, intorno alla metà dell’800 come un movimento pittorico e letterario che, tentava di cogliere la realtà sociale rappresentandola con meno allegorie e più attenzione verso i dati di fatto.

Tra i suoi molteplici esponenti nell’ambiente italiano si delinea Angelo Morbelli, un artista interessato al sociale e alla tematica della solitudine che affliggeva i vecchi ricoverati negli ospizi. Le sue opere sono sempre accompagnate da un deciso realismo, lontano da sentimentalismi, che arriva direttamente al cuore della rappresentazione.

Nel 1903 realizza un’opera intitolata Il Natale dei rimasti ad oggi conservata nella Galleria d’Arte Moderna di Venezia. Il quadro affronta una tematica molto particolare, dove si rappresenta l’altra faccia di questa festività, più buia e desolata: si apre sull’ampio salone del  ricovero pieno di panche di legno disposte su tre file, quasi completamente vuoto, ad eccezione di quattro uomini raffigurati in atteggiamenti tristi, di rassegnazione e di malinconia verso la loro vita. L’inquadratura presenta un taglio obliquo che marca la prospettiva utilizzata nella rappresentazione, oltre al suggestivo raggio di sole che prorompe con violenza nell’ambiente e sembra illuminare la desolazione degli uomini; due degli anziani sono investiti dalla luce, come ne fossero abbagliati, accecati; gli altri sono ridotti a sagome nere, inghiottite dalla penombra.

Questa opera d’arte composta utilizzando esclusivamente quattro colori (ocra, verde chiaro, nero e avorio) inserisce la luce non a rappresentare, diversamente dalla lettura più diffusa legata alla sua presenza, la speranza, ma la volontà dello stesso artista, di “mettere in luce”, denunciare, una realtà sociale insopportabile.

In Italia i temi realisti vennero ripresi anche da Giuseppe Pellizza da Volpedo, mentre a Milano, tra gli anni cinquanta e sessanta del secolo successivo un gruppo di giovani pittori darà vita alla tendenza del realismo esistenziale che riprese i temi del realismo rompendone gli schemi ideologici con Mario Bardi.

Fonti:

http://www.geometriefluide.com

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