Spesso si afferma che i sogni possano essere considerati una storia. A pensarci bene già il fatto che possano essere raccontati si può dire gli dia questo status. Vi sono casi in cui lo sono divenuti veramente. In letteratura non sono infrequenti le opere nate proprio da un sogno. Fatti onirici spesso brevi ma talmente vividi e coinvolgenti da ispirare la stesura di interi romanzi.

Gli esempi principali riguardano storie che in qualche modo trattano gli aspetti più cupi e oscuri dei sogni più paurosi. Infatti due tra i casi più famosi e canonici  sono sicuramente “Frankenstein” e “Dr.Jekyll e Mr.Hyde”. Mentre rimane dubbioso il caso di “Dracula” di Bran Stoker. Quest’ultimo pare infatti essere nato dopo un incubo che lo scrittore irlandese fece in seguito a un’indigestione di gamberetti.

“Frankenstein” nacque  dopo che Mary Shelley sognò uno scienziato mentre dava vita a un creatura  tramite una scarica elettrica. Nel 1816 l’autrice inglese si trovava con il marito Percy  e un gruppo di amici, tra cui Byron, a Ginevra. Bloccati dal tempo avverso in una baita, Byron propose  una gara per comporre una storia del terrore. Tutti cominciarono a scrivere tranne Mary. Iniziò quindi ad essere preda dell’ansia  di dover soddisfare  le aspettative richieste a una figlia d’arte, nonché moglie d’arte.

Con questo stato d’animo e influenzata dai discorsi dei compagni sul galvinismo, la giovane scrittrice ebbe un incubo. Si sveglia ricordando vividamente uno studente inginocchiarsi di fianco a una creatura da lui assemblata, nella quale aveva infuso la vita per mezzo di una scossa elettrica.

Da quest’incubo inizia la stesura del suo futuro capolavoro. Scrive provando a ricreare lo stesso terrore provato nel sonno. Sarà poi il marito a incoraggiarla ulteriormente a sviluppare la storia.

Sempre da un incubo nacque anche un altro famoso romanzo inglese “Dr. Jekyll e Mr. Hyde”. Stevenson si trovava in un momento di condizioni pessime, non solo economiche. Infatti aveva problemi di salute e spesso si addormentava anche di giorno. Fu proprio durante uno di questi riposi diurni che ebbe l’incubo dal quale trasse il famoso romanzo. La moglie lo svegliò preoccupata dalle sue urla terrorizzate. Stevenson indignato le raccontò che “stava sognando di uno spirito malvagio”. Si trattava proprio dello spirito da cui creò la figura del dottore e del suo alter ego malvagio simboleggianti non solo il doppio e la dualità, ma anche l’epoca vittoriana e le sue contraddizioni.

Da questo sogno trasse la maggior parte della trama, per lo meno fino al momento della metamorfosi. L’autore scrisse la prima versione del romanzo in tre giorni. La sistemò poi su consiglio della moglie. Diede al semplice thriller iniziale quella visione allegorica che, nella fretta e nell’adrenalina del sogno, gli era sfuggita. Addirittura molti spiritisti e tesofisti contattarono lo scrittore asserendo che fosse stato assistito nella creazione dell’opera da spiriti. In particolare una contessa tedesca sostenne che Stevenson si trovasse in condizioni precarie dato che magia bianca e magia nera si stavano contendendo la sua anima.

Anche in epoca recente non mancano i casi di romanzi nati proprio per ispirazione onirica. Esempio emblematico è rappresentato da Stephen King. Il celeberrimo autore americano ha scritto due opere in seguito  a un sogno. Il primo è “Misery”, che l’autore americano iniziò a scrivere appena atterrato dopo un volo durante il quale  aveva sognato proprio di Annie, la donna talmente ossessionata dai romanzi di Paul Sheldon, da accudirlo per poi costringerlo a non far morire il suo personaggio preferito.

Il secondo è “L’acchiappasogni” che King scrisse dopo aver sognato un capanno in cui un gruppo di ragazzini viene raggiunto da un altro amico accompagnato da un misterioso autostoppista incappucciato.

I libri possono quindi non solo portare a sogni ad occhi aperti ma anche partire da un sogno stesso.

Fonti: “Frankenstein” M.Shelley. Black Cat-Cideb 1 ed. maggio 1995

“The Strange case of Dr.Jekyll & Mr. Hyde” R.L. Stevenson. Wordsworth Editions Ltd., ed. revisionata 5 luglio 1993.

“Dracula” B. Stoker. Wordsworth Editions Ltd., ed. revisionata 5 aprile 1993.