La sessualità fa parte della nostra vita ed  è proprio per questo che è necessario avere una conoscenza sia del nostro corpo, sia del sesso in generale. Esistono infatti vari corsi di educazione sessuale, tenuti nelle scuole. Ma dobbiamo analizzare e conoscere a fondo anche ciò che pensiamo, e che a volte nascondiamo, riguardo al sesso.

A distanza di cent’anni, possiamo dire di vivere in un mondo sessualmente più libero. Abiti succinti e comportamenti equivoci non sono più una piaga sociale (tranne per chi ancora li usa per giustificare uno stupro). Se prima c’era scarsa conoscenza del sesso nelle sue varie forme, ma anche degli organi sessuali stessi (e di come sfruttarli al meglio), ora in generale c’è più conoscenza. Grazie a  internet e ad una maggior libertà dei costumi, termini come clitoride e glande ci suonano familiari. Ma siamo sicuri di essere così liberi come crediamo?

Nonostante tutto, il sesso è ancora qualcosa che reca imbarazzo e che risulta di difficile gestione, oggi come in qualsiasi epoca della storia umana. Tanto più che ora siamo convinti che sia una cosa semplice. La verità è che il sesso resta un argomento delicato e complesso, che non va sempre di pari passo con l’amore.  Risulta ancora difficile, inoltre, comprendere bene e comunicare le proprie tendenze sessuali, soprattutto nel timore di un giudizio negativo da parte degli altri, specialmente da parte di chi amiamo. Cerchiamo costantemente di rispettare i parametri di una “normalità” comunemente condivisa, a cui però l’immaginazione sessuale si rifiuta di sottomettersi. Da qui nasce la repressione delle pulsioni sessuali.

Freud stesso sosteneva che, il contrasto tra questi desideri e i valori del singolo individuo, porterebbero a considerare tali pulsioni qualcosa di vergognoso, cosa che implicherebbe quindi anche il giudizio esterno. La repressione si attuerebbe inoltre, nell’eliminazione di questi desideri dalla coscienza, per rilegarli nell’inconscio, dove una continua censura eviterebbe che riaffiorino. Sempre Freud sosteneva che queste pulsioni rimosse, che reprimono la vita sessuale, tenderebbero a ricomparire nei sogni e nelle nevrosi.

Bisogna quindi ammettere che non è realmente avvenuta una vera liberazione sessuale. Ciò si rispecchia anche nella semplicità di un bikini: perché è normale stare in costume ma mostrarsi in intimo suscita vergogna? Il sesso resta ancora una grande questione. Necessario è  riconoscere la natura dei propri desideri e poi esporli con chiarezza e onestà, sperando che dall’altra parte ci sia una mente altrettanto profonda e aperta ad accogliervi.

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Fonti: Internazionale – Sessuologia-Psicoterapia