Empatia: capacità di porsi nella situazione di un’altra persona o, più esattamente, di comprendere immediatamente i processi psichici dell’altro. Ma l’empatia sarebbe anche un vero e proprio antidoto alle discriminazioni di carattere razziale. Secondo una ricerca neuroscientifica, i pregiudizi che alcuni individui hanno verso persone di etnie diverse dalla loro, trovano una corrispondenza a livello cognitivo nella scarsa capacità di immedesimarsi nel dolore altrui.

In questo studio, pubblicato dalla rivista scientifica Current Biology, è stato somministrato ad un campione di 40 ragazzi, un test per verificare la presenza di pregiudizi razziali nel loro inconscio. Successivamente sono state mostrate loro alcune immagini in cui delle mani venivano punte da degli aghi, ogni mano però era di un colore di pelle diverso.  Attraverso la stimolazione magnetica lo studio ha evidenziato che nella maggior parte degli individui si attivavano automaticamente gli stessi circuiti cerebrali collegati alla percezione di quel dolore, come se quelle persone stessero provando quell’ago sulla propria mano. In quei ragazzi però, in cui erano risultati pregiudizi verso etnie diverse, si è riscontrata una certa fatica ad immedesimarsi nei panni di questi ultimi. Inoltre, più forte era il pregiudizio razziale, più era l’indifferenza alla sofferenza verso gli individui con un colore della pelle diverso dal loro.

La ricerca ha come valore aggiunto, la dimostrazione che la scarsa empatia nei confronti di persone di gruppi etnici diversi è collegata ad un inconscio pregiudizio razziale da parte di una fetta di osservatori. Questo studio ci evidenzia quanto l’empatia sia alla base delle relazioni umane. Un’apertura all’altro, un ascolto privo di pregiudizi e discriminazione, un cuore comprensivo in grado di toccare altre sensibilità è un valore aggiunto all’intensità dei nostri rapporti e quindi un miglioramento della qualità delle nostre vite.

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