Diretto da Kathryn Bigelow e girato ad Amman, Georgia, “The Hurt Locker” è un film di guerra che ripropone le vicende di una squadra di genieri americani impegnata sul suolo iracheno durante la Seconda Guerra Del Golfo.

A seguito di un incidente in cui il caposquadra Thompson rimane ucciso da un IED (Improvised Explosive Device) che stava tentanto di disinnescare, sopraggiunge il sergente James (Jeremy Renner) a guidare il team della EOD (Explosive Ordnance Disposal) nei trentacinque giorni prima del cambio turno alla base.
Rispetto al suo predecessore, James sembra totalmente privo di scrupoli e di precauzioni, tanto che preferisce disinnescare manualmente tutti gli ordigni anziché usare un robot di sicurezza. Questa sua condotta scriteriata mette più volte in pericolo i suoi due compagni di squadra Sanborn e Eldridge, costantemente esposti al possibile fuoco nemico e alle ondate delle esplosioni. Nonostante la carenza di attenzione, James sembra però guidato da una lucidità incredibile che gli permette di uscire illeso da tutte le emergenze.
Dopo aver risolto una decina di crisi, tra cui quello di un’autobomba parcheggiata fuori dal consolato ONU e un’imboscata dei ribelli nel mezzo del deserto, i tre membri del team stabiliscono un ottimo rapporto di cameratismo.

Una sera, a seguito dell’esplosione di un camion cisterna in città, che costa la vita a decine di persone, il sergente James decide di prendere l’iniziativa e di andare a caccia degli attentatori, nascosti in un centro abitato a poca distanza.
Ancora una volta, per colpa dell’avventatezza di James, la squadra rischia la vita: Eldridge viene stordito e catturato da due miliziani, ma quasi subito liberato dallo stesso James, che gli spara inavvertitamente ad una gamba.
Eldridge, furente per l’atteggiamento del suo caposquadra, che egli stesso definisce “una voglia di adrenalina”, viene evacuato dalla base, lasciando a terra i due compagni rimasti.
Il giorno dopo, i due vengono chiamati per risolvere una crisi che coinvolge un uomo costretto dai miliziani ad imbottirsi di esplosivo e a raggiungere un mercato. Nonostante il tempestivo intervento della EOD, la bomba esplode, ferendo James in modo non grave. Entrambi i membri della squadra rimangono comunque scioccati dall’accaduto, che avrebbe potuto porre fine alle loro vite.
Sanborn ha visto abbastanza azione da rimpiangere di essersi arruolato e rivela al caposquadra di volersi congedare al cambio turno successivo, mentre James non sembra sicuro del proprio futuro.
Qualche settimana dopo il congedo, James torna a casa dalla sua fidanzata, ma non sembra riuscire ad adeguarsi alla sua nuova vita civile. Il film si chiude con un primo piano del sergente James, ritornato inevitabilmente nella sua tuta EOD, pronto ad affrontare altri quaranta giorni di servizio in Iraq. La guerra è la sua droga, e non può più uscirne.

Dotato di uno spirito penetrante e di un potenziale incredibile, “The Hurt Locker” è stato premiato all’Oscar come miglior film nel 2010, oltre ad aver ricevuto numerosi altri riconoscimenti.

Nella sua semplicità e con una fotografia a presa diretta (quasi per simulare un documentario di guerra), si presenta come un’avventura in grado di trasmettere adrenalina nel corso delle crisi affrontate dal protagonista.


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